Amt, gli altri sindacati contro la Filt Cgil: “Sono andati in Regione senza dirlo a nessuno”

Genova. Dopo lo scontro di stamattina in consiglio regionale tra Bucci e l’opposizione, scaturito da un’interrogazione del Pd, si apre una nuova polemica sulle sorti di Amt, stavolta all’interno del mondo sindacale. A fare pressione fuori e dentro l’aula oggi c’erano solo i rappresentanti della Filt Cgil, che poi hanno partecipato all’incontro coi capogruppo della minoranza. Poche ore dopo, dalle altre sigle (Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal) è arrivato un volantino con accuse di scorrettezza.
“Nel corso della mattinata la sola Filt Cgil è stata informata, da qualche consigliere regionale amico, di una richiesta di interrogazione immediata, da parte di un gruppo consiliare in Regione Liguria, inerente alle problematiche di Amt – si legge nella comunicazione -. Conseguentemente ha partecipato al consiglio senza minimamente comunicarlo alle altre organizzazioni sindacali, comportamento ampiamente diffuso quando, in un tavolo unitario, si collabora verso un obiettivo comune”.
“Nel corso della giornata di oggi – ricordano – era previsto un incontro tra le segreterie delle quattro organizzazioni sindacali per fare una valutazione congiunta e, possibilmente condivisa, della strategia comune da adottare per uscire da questa situazione di stallo. Mentre Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal partecipavano a tale incontro, la Filt Cgil era impegnata da sola, ma palesandosi come la rappresentate dei lavoratori tutti, in un incontro in Regione Liguria”.
“Quello che ci teniamo a precisare, che deve essere chiaro a tutti, è che le scriventi organizzazioni sindacali non sono la cinghia di trasmissione di nessun partito o coalizione politica: fanno e faranno scelte di carattere sindacale, unicamente ed esclusivamente per il bene e gli interessi di tutti i lavoratori. Per noi l’unità sindacale resta un obiettivo e un valore purché il fine sia quello di tutelare gli autoferrotranvieri. Salvare Amt è un dovere di tutti gli Enti coinvolti, a prescindere dal loro colore politico, devono garantire un servizio essenziale ai cittadini. Noi continueremo con valutazioni di merito e non di appartenenza partitica, non lasciando che i lavoratori paghino il prezzo di una lotta politica”, concludono.
Nel frattempo le stesse organizzazioni (tranne la Filt Cgil) hanno fatto sapere di aver scritto al presidente Bucci e alla sindaca Salis al fine di “sollecitare un intervento immediato e concreto per garantire il pieno rispetto dei verbali sottoscritti con le organizzazioni sindacali”, con l’invito a “tradurre in atti concreti” gli impegni assunti. impegni concreti che necessitano di tradursi, senza ulteriori indugi, in atti concreti. E ancora: “Desideriamo sottolineare come uno scontro politico e istituzionale, tra gli Enti che rappresentate, non tenga in considerazione l’importanza cruciale del trasporto pubblico locale e le legittime esigenze dei lavoratori del settore, i quali fanno affidamento sugli impegni presi e sulla tutela dei loro diritti, finalizzata al buon funzionamento dei servizi offerti ai cittadini”. Si ribadisce infine la “piena disponibilità” a eventuali convocazioni.
Rispondendo in consiglio regionale, il presidente Bucci ha confermato quanto scritto nella lettera d’intenti di febbraio: per il salvataggio di Amt sono pronti 40 milioni dalla Regione, che tuttavia potrebbe evitare l’ingresso diretto nella compagine societaria. Secondo il piano B del governatore, quei soldi verrebbero erogati al Comune per effettuare la ricapitalizzazione, istituendo però un comitato di vigilanza per dialogare col consiglio di amministrazione. “Noi abbiamo già pronta la delibera di giunta che andrà poi in consiglio regionale non appena il tribunale darà l’ok al piano di risanamento”, ha aggiunto Bucci.




