Scienza e tecnologia

Altro che 5G: questo chip da 120 Gbps apre la strada al futuro 6G

Nel mondo delle connessioni wireless arrivano spesso numeri altisonanti, ma alcune sperimentazioni riescono comunque a far alzare il sopracciglio. È il caso di un progetto dell’Università della California, che mette in scena una velocità di trasmissione tanto alta da far sembrare il 5G quasi un esercizio scolastico.

Il risultato colpisce non solo per i valori raggiunti, ma anche per le scelte tecniche adottate.

Il team ha realizzato un ricetrasmettitore capace di operare sulla banda dei 140 GHz, un’area di frequenze vicina a quelle previste per il futuro 6G. Durante i test, il dispositivo ha raggiunto 120 Gbps, equivalenti a circa 15 GB al secondo.

Sono numeri che superano nettamente protocolli dei quali si parla attualmente. Il Wi‑Fi 7, ad esempio, si ferma a circa 30 Gbps, mentre il 5G su onde millimetriche raggiunge valori intorno ai 5 Gbps a livello commerciale.

L’aspetto più interessante riguarda però l’efficienza energetica, in quanto gli esperimenti su frequenze così elevate impiegano spesso convertitori analogico/digitali che consumano diversi watt, un limite evidente per qualsiasi applicazione su dispositivi portatili.

In questo caso, gli studiosi hanno sostituito i DAC tradizionali con dei sotto‑trasmettitori che richiedono circa 230 milliwatt. Il divario è notevole e rende la soluzione più gestibile anche fuori dai laboratori.

La scelta di utilizzare un processo produttivo a 22 nm sorprende quasi quanto i dati di velocità. Questo nodo è ampiamente collaudato e permette di sfruttare tecniche di produzione meno costose rispetto ai processi più moderni, aprendo la porta a una possibile produzione su larga scala.

Il team sottolinea inoltre che un sistema del genere potrebbe affiancare il cablaggio in fibra ottica nei data center, dato che le prestazioni risultano comparabili. Rimane però un limite già noto, cioè che le frequenze molto elevate soffrono penalizzazioni importanti sulla distanza coperta dal segnale, ma siamo solo al primo capitolo di questa nuova tecnologia.


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