Cultura

Alt Som Finnes: Il suono del tormento :: Le Recensioni di OndaRock

Originari della Russia ma ormai norvegesi a tutti gli effetti (il leader Roman V si è trasferito nella terra dei fiordi da svariati anni), questi Bizarrekult giungono al terzo capitolo della loro discografia, rinnovando una formula black metal capace di coniugare le gelide radici del genere con un’attitudine progressiva e d’avanguardia, grazie anche ad alcune intriganti collaborazioni.

A livello tematico, “Alt Som Finnes” nasce invece da una profonda crisi esistenziale, da una presa di coscienza schiacciante del vuoto circostante a cui è condannato il singolo individuo che si pone mille interrogativi, alla disperata ricerca di un significato. Ritroviamo così molti ingredienti del black metal più introspettivo e filosofico, quello che nel tempo si è sempre distinto per una maggiore maturità concettuale.
Lo screaming di “Hun” si ricollega a quanto detto: un assaggio di dolorosa ferocia prima della tempesta perfetta, ovvero “Blikket Hennes”, sei minuti abbondanti che mettono da parte il blast beat per fare spazio a un tormento interiore fatto musica, nel quale entrano in gioco le clean vocals di Yusaf Parvez dei Dødheimsgard (uno dei gruppi basilari per la trasformazione e la contaminazione del metallo nero, già a partire dai 90’s). Un mood che ritroviamo nel puro post-black di “Håp” (armata di un break che guarda negli occhi i Sigur Rós) e poi ancora tra le note conclusive di “Tohmet” – primo brano cantato in inglese nella storia dei Bizarrekult – dove alla voce troviamo ospite Kim Song Sternkopf dei danesi Møl. Una collaborazione per certi versi audace, giustamente posta come epilogo del disco.

Se l’oscuro incedere di “Avmakt” si rivela più canonico rispetto alle intenzioni, è con “Drøm” che i Bizarrekult rimettono in circolo quella carica malsana nonché sperimentale qui presente in dosi massicce sia nel riff portante che nella fase centrale del pezzo, quando ogni ferita sembra voler rimanere sospesa nel buio.
Non sono da meno “Verdens Verste” (un pezzo norvegese fino al midollo) e la successiva “Aversjon”, due discrete cartucce che non fanno altro che riconfermare la bontà di un prodotto qualitativamente migliore rispetto alle precedenti release. Un passo in avanti importante.

25/02/2026




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