ALBUM: Thala – Avalanche | Indie For Bunnies

Piace molto l’evoluzione di Thala. La cantante tedesca era partita con un dream-pop liquido e vaporoso che nei suoi momenti più intensi e cupi sembrava richiamare tanto i Hope Sandoval quanto Lana Del Rey.
Ora la fanciulla ha abbandonato quelle sonorità così pop, per tuffarsi in un mondo più intenso e sonico, in cui le chitarre e i rimandi agli anni ’90 si fanno sicuramente più forti e importanti, ma il gusto per melodie e arrangiamenti vaporosi e onirici non è affatto scomparso. Thala ha voluto rinforzare il suo suono, ma quell’animo dream-pop che aveva agli esordi non si è sopito, sebbene si sia irrobustito nei suoni.
L’equilibrio che ne scaturisce è fonte di ottime canzoni, che in parte possono guardare a quel bel cantautorato al femminile che in questi anni si sta sviluppando (pensiamo a Soccer Mommy o Beabadoobee), ma che tutto sommato mostrano come la nostra Thala stia trovando una sua strada personale.
Tamburi rutilanti (neanche ci fosse Steve Lillywhite alla produzione) in “1st of the year”, che mostra perfettamente quanto dicevo prima: impianto onirico che nel ritornello trova la sua esplosione sonora. Poi già con “body to you” siamo in zona pop-rock bello muscoloso e iper melodico, la fanciulla mostra grinta e sguardo fiero e non delude affatto e la cosa le riesce bene anche nell’altrettanto sonica “spit you out”.
Il marchio di fabbrica della nostra Thala sta spesso in brani che partono morbidi e vaporosi e poi sopratutto nel finale alzano i giri, ma le chitarre pur rumorose è come se fossero comunque ovattate, per mantenere quella condizione sognante anche se siamo aun passo dallo shoegaze, penso a “drive song”, “sleep paralysis” o “it’s good”, che hanno un impianto molto simile.
Thala continua nel suo buon percorso e va tenuta assolutamente sott’occhio!
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