Al Meeting di Rimini l’Ecce Homo di Antonello da Messina
A pochi giorni dal clamoroso furto di Messina, al Meeting di Rimini, nello stand realizzato dal Diac del ministero della Cultura, è esposta Ecce homo, un’opera preziosissima degli anni sessanta del Quattrocento di Antonello da Messina, un prestito temporaneo del Museo Statale dell’Aquila. Centinaia di visitatori si sono messi in fila per ammirare un’opera che si trova in condizione perfette grazie al lavoro dell’Istituto Centrale per il restauro dopo il suo rientro in Italia dagli Stati Uniti, dove a febbraio è stato acquistato all’asta per 15 milioni di dollari dal ministero tramite la Direzione Generale Musei. «Siamo al cospetto di un capolavoro realizzato da Antonello da Messina – ha spiegato Federica Zalabra, direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo – per un committente che ne faceva un uso assolutamente privato, una sorta di viatico per poter pregare meglio».
«Nella visione del ministero – ha sottolineato Giampiero Cannella, sottosegretario alla Cultura – le opere d’arte non vanno musealizzate nel senso che non vanno mantenute all’interno di istituzioni chiuse, alle quali bisogna accedere per poterne fruire, ma vanno esposte, socializzate, in qualche modo date al grande pubblico in tutti i luoghi nei quali possa godere anche nel significato profondo che l’opera esprime». «Il Meeting, da quando è nato, ha sempre cercato di esporre delle opere d’arte importanti – ha ricordato Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting – quindi quando si è presentata questa opportunità l’abbiamo colta subito a cuore aperto. C’è un nesso profondo tra il titolo del Meeting e questa esposizione».
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