al Cornaro gli studenti tornano a mobilitarsi per la Palestina

“Non dimentichiamo Gaza”: tre parole che i rappresentanti del collettivo studentesco del liceo Alvise Cornaro ripetono a distanza da un anno dalla mobilitazione nazionale in sostegno della Palestina. Nella mattina di lunedì 5 ottobre, il tema che ha visto una partecipazione significativa degli studenti padovani torna tra le mura del liceo, con un’azione del collettivo studentesco: uno striscione e la bandiera della pace, per ribadire una preoccupazione per quanto continua ad accadere in Palestina.
«A un anno dal 3 ottobre abbiamo sentito il bisogno di tornare a parlare di Palestina all’interno della nostra scuola – dichiara Benedetta Falcomer, rappresentate d’istituto del liceo Alvise Cornaro di Padova – La nostra azione nasce dalla volontà di impedire che il sostegno alla Palestina diventi soltanto una tendenza destinata a scomparire con il passare del tempo. Abbiamo scelto lo slogan “Don’t forget Gaza” proprio per questo: non possiamo permetterci di distogliere l’attenzione da quello che sta succedendo e lasciare che l’abitudine o il silenzio rendano invisibili gli orrori che continuano a essere commessi. Per questo, anche in occasione dell’uscita del docufilm Naza, abbiamo deciso di contribuire nel nostro piccolo a mantenere viva l’attenzione e a fare in modo che della Palestina si continui a parlare in più occasioni possibili».
L’azione del Collettivo del Cornaro si inserisce in una mobilitazione studentesca che, anche a Padova, continua a considerare la solidarietà alla Palestina non come una questione passeggera, ma come un impegno da portare avanti nel tempo.
«In questi mesi abbiamo assistito a un progressivo calo dell’attenzione pubblica sulle atrocità commesse dal governo israeliano, mentre la situazione a Gaza continua a richiedere presa di parola e mobilitazione – dichiara Alice Congiu, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Padova – Crediamo sia fondamentale che dentro le scuole continui ad esserci uno spazio per parlare del genocidio che é in corso sotto gli occhi del mondo intero, anche quando l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica diminuisce. Non possiamo accettare che il passare del tempo trasformi questo orrore in qualcosa a cui semplicemente ci abituiamo. “Don’t forget Gaza” significa rifiutare l’idea che una tragedia possa diventare meno grave semplicemente perché smette di occupare le prime pagine. Azioni come questa servono a ricordarci che la solidarietà non può essere una moda del momento, ma deve tradursi nella capacità di continuare a informarci, discuterne e mobilitarci».
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