Abruzzo

Aiuti anche agli inquilini costretti a lasciare casa


Dubbi sulle misure di sicurezza adottate nella zona rossa di Santa Maria e richiesta di maggiori tutele economiche per gli inquilini costretti a lasciare le proprie abitazioni. A sollevare le due questioni è il consigliere comunale di opposizione Cristiano Sicari, che interviene dopo l’incontro pubblico organizzato dal sindaco Giovanni Legnini con i residenti del quartiere di Chieti interessato dai fenomeni di dissesto.

Al centro delle osservazioni dell’ex candidato sindaco del centrodestra c’è innanzitutto la situazione di un condominio per il quale sarebbe stato notificato un preavviso di sgombero. Secondo quanto riferito da Sicari, l’edificio non presenterebbe lesioni o criticità strutturali tali da comprometterne la stabilità, ma si troverebbe nelle vicinanze di un muro di cinta appartenente a una proprietà confinante, sul quale sarebbero invece presenti lesioni importanti.

«È pacifico che la sicurezza dei cittadini residenti rappresenti una priorità e non possa essere sottovalutata dal sindaco – osserva Sicari -. Tuttavia, alcuni aspetti dell’analisi dei rischi richiedono chiarimenti. Non si comprende perché, a fronte del timore di un possibile crollo del muro, la strada urbana adiacente, percorribile da pedoni e veicoli, non risulti interdetta al transito, mentre si prospetta lo sgombero di un intero condominio».

Il consigliere chiede quindi di conoscere le valutazioni tecniche alla base delle misure annunciate e di verificare la possibilità di intervenire direttamente sul muro lesionato per metterlo in sicurezza, evitando, se le condizioni lo consentissero, l’evacuazione dell’intero stabile.

L’altra questione riguarda le conseguenze economiche degli sgomberi. Sicari giudica positivamente la prossima apertura, presso il Genio civile, di un ufficio di supporto ai cittadini da parte dell’Ufficio ricostruzione, con personale dedicato ad assistere i residenti nella comprensione delle ordinanze e dei provvedimenti commissariali e nell’accesso alle diverse forme di ristoro previste dalla normativa.

Resta però, secondo il consigliere, un problema che rischia di penalizzare chi non è proprietario dell’immobile in cui vive. «Mentre per i proprietari degli immobili interessati da sgomberi e demolizioni sono previste diverse forme di ristoro, in relazione alla destinazione dell’abitazione e alla scelta tra ricostruzione, acquisto di una nuova unità immobiliare o monetizzazione riparativa, non risulta prevista un’analoga misura specifica per gli inquilini costretti a lasciare le abitazioni in locazione», sottolinea Sicari.

Una situazione che potrebbe comportare ulteriori difficoltà per le famiglie sfollate. Gli sgomberi nel quartiere Santa Maria hanno infatti aumentato la necessità di trovare nuove sistemazioni abitative, con possibili ripercussioni sui canoni di locazione. Chi aveva stipulato un contratto d’affitto a condizioni più favorevoli rischia così di dover sostenere una spesa mensile sensibilmente superiore, senza aver scelto volontariamente di cambiare casa.

Da qui la proposta di introdurre un contributo specifico. «È necessario prevedere una forma di sostegno anche per loro, attraverso il rimborso dell’eventuale differenza tra il canone di locazione precedentemente sostenuto e quello della nuova abitazione, qualora più elevato – propone Sicari -. Una misura che consentirebbe di riconoscere anche agli inquilini le conseguenze economiche subite a causa degli sgomberi e di evitare che il peso della situazione ricada interamente su chi si trova costretto a cercare una nuova sistemazione».

Per il consigliere di opposizione, dunque, gli interventi per la sicurezza del quartiere devono essere accompagnati da strumenti di assistenza capaci di rispondere alle esigenze di tutti i residenti coinvolti, indipendentemente dal fatto che siano proprietari o affittuari.

«La sicurezza dei residenti e la tutela di tutte le persone coinvolte devono procedere insieme – conclude Sicari -. Da un lato occorre fare chiarezza sulle valutazioni che determinano gli sgomberi e sulle misure concretamente necessarie a garantire la sicurezza; dall’altro è indispensabile che le politiche di sostegno tengano conto non soltanto dei proprietari, ma anche degli inquilini, affinché nessuna categoria di cittadini resti priva di adeguate tutele».


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