Trentino Alto Adige/Suedtirol

AI, in Provincia la usano 8 dipendenti su 10: mancano regole chiare


BOLZANO. L’intelligenza artificiale è già entrata negli uffici della Provincia autonoma di Bolzano, ma il suo utilizzo non è ancora accompagnato da regole sufficientemente definite. L’80% dei dipendenti provinciali utilizza già strumenti di IA, mentre il 75% dichiara di farlo senza indicazioni precise sulle modalità d’impiego e sul monitoraggio della tecnologia. È quanto emerge dal primo studio presentato il 20 ottobre all’Eurac, nell’ambito del percorso avviato per definire una strategia provinciale sull’intelligenza artificiale.

L’indagine ha coinvolto 26 enti e punta a individuare le condizioni necessarie per integrare questa tecnologia nell’attività amministrativa in modo consapevole, efficace e responsabile. I risultati mostrano che la diffusione degli strumenti di IA è più avanzata rispetto alla capacità delle strutture pubbliche di gestirli in maniera organica.

A fotografare il livello di preparazione degli uffici è una scala di maturità da 1 a 5: la valutazione media attuale è pari a 1,8, mentre l’obiettivo fissato dalla Provincia è raggiungere quota 4,3. Un divario che rende necessario un percorso strutturato di crescita, sia sul piano delle competenze del personale sia su quello dell’organizzazione e delle infrastrutture tecnologiche.

«Per un’implementazione professionale, consapevole ed etica dell’IA, che apporti un valore aggiunto ai cittadini, dobbiamo lavorare su cinque pilastri», ha sottolineato Josef T. Hofer, direttore dell’Agenzia per l’Alto Adige digitale. I punti individuati riguardano le regole e la governance, lo sviluppo delle competenze, i requisiti tecnologici, la disponibilità di strumenti e piattaforme condivise e la definizione di casi d’uso concreti.

La strategia, illustrata dalla responsabile del progetto Maria Giovanna Ienco e dall’esperto di strategie ICT Gaetano Correnti, punta a rendere i servizi pubblici più semplici, rapidi, accessibili e multilingui, a beneficio di cittadini e imprese. L’intelligenza artificiale, secondo l’impostazione adottata dalla Provincia, non rappresenta un obiettivo in sé, ma uno strumento da utilizzare laddove possa migliorare concretamente il funzionamento dell’amministrazione.

L’attuazione del piano partirà nel 2027 e si svilupperà nell’arco di tre anni. Tra le prime misure sono previste regole comuni, attività di formazione, una strategia per la gestione dei dati e l’introduzione delle prime applicazioni. In programma anche iniziative informative, workshop e momenti di confronto per approfondire opportunità e limiti della nuova tecnologia.

Un esempio concreto arriva da Informatica Alto Adige, che sta sperimentando la sovranità digitale attraverso Larix, un assistente di programmazione basato sull’intelligenza artificiale e sviluppato dal centro di competenza lab.ai. Il sistema è stato realizzato in due settimane e viene già utilizzato da 42 sviluppatori. Funziona su server propri e permette di impiegare modelli che possono essere testati e sostituiti, mantenendo il controllo sull’infrastruttura.

L’assistente può accelerare il lavoro, ma non sostituisce la verifica umana: ogni modifica proposta viene letta, controllata e approvata da uno sviluppatore. Un principio che riassume l’approccio indicato dalla Provincia: sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale senza rinunciare alla responsabilità, alla sicurezza e al controllo sui processi.

La sfida dei prossimi anni sarà quindi trasformare una diffusione già significativa degli strumenti in una capacità amministrativa condivisa, con competenze adeguate e procedure trasparenti. L’obiettivo è fare in modo che l’innovazione tecnologica si traduca in un miglioramento concreto dei servizi offerti alla comunità.


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