Basilicata

Agricoltura: sono 8.046 i lavoratori stranieri in Basilicata – Basilicata


Studio della Cisl, “soluzioni strutturali sul decreto flussi”


(ANSA) – POTENZA, 29 MAR – I lavoratori dipendenti stranieri
impegnati nel comparto agricolo lucano sono 8.046 “oltre la
metà” dei quali (4.359) provengono da Paesi extracomunitari
“mentre sono 3.521 i lavoratori provenienti da Paesi europei”. I
dati dell’Inps sono stati elaborati in uno studio della Cisl
lucana e si riferiscono al periodo 2012-2021.
   
“Dalla ricerca – ha spiegato la Cisl – emerge che in quasi
dieci anni, a fronte di una crescita del 7,5 per cento della
quota di occupati stranieri in agricoltura, è quasi raddoppiata
la presenza di lavoratori extracomunitari (+81,9%), mentre si è
ridotta del 28,1 per cento la quota di lavoratori provenienti da
altri Paesi europei. L’agricoltura assorbe poco meno della metà
(42,4%) dei 18.969 occupati stranieri che lavorano in
Basilicata, in linea con il dato del 2012”.
   
Sono state messe in luce “due tendenze principali riscontrate
in Basilicata in un recente studio del Consiglio per la ricerca
in agricoltura (Crea) sul lavoro straniero nel settore primario:
la periodicità dell’impiego e l’utilizzo prevalentemente ‘nelle
fasi della raccolta dei prodotti, sia delle ortive primaverili,
estive e autunnali, che delle coltivazioni arboree, primi fra
tutti gli agrumi, l’uva e le olive’. Dalla stessa ricerca
risulta che in Basilicata un peso rilevante è assunto dalle
colture industriali, in particolare quella del pomodoro che vede
impiegati soprattutto lavoratori immigrati dal Burkina Faso (la
comunità più popolosa), dal Mali, dal Ghana, dal Sudan e dalla
Costa d’Avorio. Nei settori olivicolo e vitivinicolo di entrambe
le province, la manodopera straniera proviene principalmente da
Tunisia, Marocco, Romania e Albania. Nel metapontino, ‘alle
colture ortive come fragole e angurie e a quelle arboree di
agrumi e drupacee si dedicano perlopiù lavoratori dell’Europa
orientale stabilitisi nell’area, come romeni, albanesi, bulgari,
ma non mancano marocchini, tunisini e sudanesi’. Infine, nel
settore zootecnico e agrituristico prevalgono i lavoratori
provenienti da India, Tunisia ed Egitto”. Secondo i dirigenti
della Cisl, il decreto flussi “è ancora insufficiente a
soddisfare la crescente domanda di manodopera straniera” in
Italia. (ANSA).
   

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