Economia

Aerei senza cherosene. Giuricin: “Non è una crisi sistemica. L’America mercato alternativo”


ROMA – L’America ci salverà. Ne è convinto Andrea Giuricin, docente alla Bicocca di Milano, economista dei trasporti.

Lei pensa che l’Italia e l’Europa potranno comprare negli Stati Uniti il cherosene per aeromobili che il Medio Oriente ci nega?

«I numeri ci dicono che è altamente probabile».

I numeri, quali?

«Il cherosene per aerei costa molto negli Stati Uniti, ma comunque meno che in Europa e Asia. La sua quotazione rivela che gli Stati Uniti non hanno penuria di questo carburante, dunque possono venderlo ad altre Nazioni».

A partire dalle europee.

«A partire dalle europee».

L’America, insomma, è il nostro Piano B. Altre ancore di salvezza?

«L’Europa deve aiutare sé stessa».

L’Ue deve capire quanto spazio produttivo ha ancora, se alcune sue raffinerie stanno lavorando davvero al 100%, se vanno attivati nuovi impianti

Come, concretamente?

«Deve capire quanto spazio produttivo ha ancora, se alcune sue raffinerie stanno lavorando davvero al 100%, se vanno attivati nuovi impianti».

La Commissione Ue sta approcciando correttamente l’emergenza del trasporto aereo?

«Non ho la presunzione di giudicare un organismo così importante e attrezzato. Noto solo che la prima riunione sul tema si è tenuta mercoledì».

Tardi.

«Finalmente una riunione approfondita c’è stata. Un’altra si terrà il 21».

Lei, Giuricin, non sembra allarmato dalla situazione.

«Sono cautamente ottimista. Nel mondo il cherosene per aerei c’è in abbondanza. Al momento si è inceppata la catena di approvvigionamento. È una condizione transitoria».

Possono manifestarsi problemi puntuali: di un determinato Paese, scalo o fornitore

Il suo cauto ottimismo confligge con la lettera di Aci Europe che prospetta un’estate con molti meno voli del normale.

«Solo la settimana scorsa, Aci ha pubblicato su LinkedIn i risultati di un sondaggio sugli aeroporti europei, da cui emerge che i depositi hanno una quantità di carburante uguale o superiore a quella dell’anno scorso, nell’86% dei casi. Lo stesso sondaggio rileva che un 10% di scali è ad alto rischio. Dunque possono manifestarsi problemi puntuali – di un determinato Paese, aeroporto o fornitore – ma non c’è un problema sistemico».

Dopo una settimana, Aci Europe è ben più pessimista.

«Questa importante lobby invia un messaggio a Bruxelles. I prezzi del cherosene sono raddoppiati e fanno capolino problematiche locali. Serve urgentemente un maggiore coordinamento a livello comunitario».


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