Cultura

ADE (A Dance Eternal): Ballando nell’oscurità :: Le Recensioni di OndaRock

I Newdress sono una vecchia conoscenza di OndaRock: sfogliando le nostre pagine è possibile recuperare le buone recensioni scritte nel 2012 e nel 2017 da Marco Bercella, che apprezzò non poco sia “Legàmi di luce” che “Falso negativo”. “ADE (A Dance Eternal)” sancisce il ritorno discografico del progetto dopo sette anni di assenza, un ritorno che avviene senza apportare grosse novità al mix stilistico del trio bresciano, il quale si conferma fra le massime autorità italiane del circuito goth-new-wave, che dalla seconda metà degli anni Dieci è divenuto parte integrante dell’immenso movimento post-post-punk, dove i Newdress occupano una delle caselle che possiamo senza colpo ferire denominare “darkwave”.

Le otto canzoni contenute in “ADE” hanno titoli in inglese, ma i testi sono sviluppati in italiano, elemento che caratterizza in maniera forte il lavoro dei Newdress, che scegliendo di esprimersi nella propria lingua utilizzano il medesimo elemento distintivo di gran parte del nuovo post-punk non anglofono.
Il suono è maestoso, imponente, pur nel suo riprodurre un’ambientazione apparentemente gelida e rigorosa. Attualmente la line-up è composta da Stefano Marzoli (voce, synth) Jordan Vianello (batteria) e Andrea Zagna (basso/chitarre), che conferiscono dinamicità al risultato finale, coinvolgendo un paio di graditi ospiti: in “Can’t Control” si registra la partecipazione di Miss Lucifer (Anna Graves), voce e synth nei Soft Scent, mentre l’artista finlandese Suzi Sabotage arricchisce le linee cantate di “Kore”. In scaletta anche “Sacrifice”, cover di un brano originariamente inciso dai London After Midnight. 

Il disco ha anche un concept interessante: è ispirato al mito del Ratto di Persefone. L’immagine di copertina, che ritrae due piedi nudi intenti a danzare nell’oscurità, ne costituisce la chiave di lettura. “ADE” rilegge il mito nella sua struttura più essenziale: Persefone, rapita mentre è intenta a raccogliere dei fiori, consuma sei chicchi di melograno, un nutrimento riservato ai morti, un gesto che la lega indissolubilmente all’oltretomba, condannandola a trascorrere per sempre sei mesi nell’ombra e sei mesi nella luce. Il concept affronta tre nuclei tematici, Privazione, Perdita e Rinascita: dapprima lo sprofondamento nel buio come condizione interiore, come inverno dell’anima, secondariamente la consapevolezza dell’assenza, del vuoto lasciato dalla luce che si ritira, l’elaborazione del distacco, per ultimo il ritorno come scelta di rinascita. Il titolo dell’album, “A Dance Eternal” vuole quindi rappresentare la danza come metafora di un movimento perpetuo tra ombra e luce, tra fine e nuovo inizio.

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17/10/2026


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