Acqua persa nelle reti, il Trentino-Alto Adige spreca 67 milioni di metri cubi

BOLZANO.
BOLZANO. L’acqua che si perde lungo le reti di distribuzione resta una delle grandi sfide anche per il territorio altoatesino, in un’estate segnata da temperature elevate e da una crescente attenzione alla disponibilità della risorsa idrica. I dati dell’Ufficio studi della Cgia fotografano una situazione nazionale critica: in Italia oltre il 42% dell’acqua immessa negli acquedotti non arriva ai cittadini, con una perdita media di 157 litri al giorno per abitante.
Il dato relativo al Trentino-Alto Adige è però tra i migliori del Paese. La regione registra una dispersione del 33,8%, contro percentuali molto più elevate in diverse aree italiane, con Basilicata e Abruzzo oltre il 60%. Significa comunque che ogni giorno una parte importante dell’acqua immessa nelle reti viene persa: complessivamente si parla di circa 67 milioni di metri cubi e di un impatto economico stimato in 98 milioni di euro.
Le cause delle dispersioni sono diverse: condotte datate, rotture, problemi di misurazione dei consumi e utilizzi non autorizzati. Anche in un territorio dove la gestione della risorsa idrica è storicamente più strutturata, la manutenzione delle infrastrutture resta un tema centrale, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e della maggiore frequenza dei periodi di siccità.
La Cgia richiama la necessità di accelerare sugli investimenti per rendere le reti più efficienti e recuperare l’acqua che oggi viene persa. Tra gli interventi indicati ci sono nuove infrastrutture per la raccolta dell’acqua piovana, sistemi di accumulo e opere capaci di garantire maggiore disponibilità nei momenti di difficoltà. Una sfida che riguarda anche l’Alto Adige, dove acqua, agricoltura, turismo e attività produttive sono strettamente legati alla gestione di questa risorsa.
Source link




