Achille Costacurta prende una pausa dai social: «Ci vediamo tra dieci giorni. Sto entrando in un retreat di meditazione a Calcutta in India»
Achille Costacurta si prende una pausa dai social. Ma, prima di uscire di scena da Instagram, spiega ai suoi follower il motivo della sua scelta: «Ciao amici, ci vediamo tra dieci giorni. Sto entrando in un retreat di meditazione a Calcutta in India». Poi fa l’elenco delle regole che dovrà rispettare: «No telefono, non si può parlare, non si può leggere, non si può scrivere, non si può fumare, solo verdure».
Da Melbourne, dove si trova anche per seguire gli Australian Open 2026, Achille- Costacurta ha anche raccontato ai follower di essere stato «truffato in Australia»: un ordine tramite Uber Eats dato per consegnato, ma mai arrivato. «Ho contattato il servizio clienti e mi ha mandato una foto come prova del cibo consegnato», ha spiegato nel suo video. Ma, dopo avere chiesto di controllare le telecamere dell’hotel, ha scoperto che la donna incaricata «ha fatto la foto del pacco consegnato davanti all’hotel e poi se lo era rimesso in macchina». Un dettaglio ha reso la storia ancora più surreale: la consegna avveniva a bordo di un’auto dal valore superiore ai 50 mila euro. «Se l’avesse fatto in buona fede per portare il cibo ai figli era un discorso, però così no…».
Ventun anni, figlio di Alessandro Billy Costacurta e Martina Colombari, Achille è da settimane in viaggio tra Australia e India. Qualche giorno fa, a Verissimo, la mamma aveva raccontato: «Sono preoccupata, ma serve tutto nella vita, sono contenta che Achille sia lì, ma lo aspetto a casa».
L’attrice aveva ripercorso anche i momenti più difficili del percorso del figlio. «Sono stati periodi difficili, molto difficili. Non sono una madre coraggio, ho fatto quello che ogni madre avrebbe fatto, ho cercato di esserci, di tenerlo per mano». E aveva aggiunto: «Con Achille ho sempre fatto il carabiniere, che può essere utile fino a un certo punto perché non puoi essere il controllore di tuo figlio. Il fatto che la diagnosi di Adhd sia arrivata tardi non ha aiutato la vita di mio figlio».
Achille non ha mai nascosto le ombre del passato. Ha raccontato di avere iniziato fumando le canne, e a 18 anni ha provato la mescalina. Il suo difficile percorso è stato segnato da sette Tso e da un tentativo di suicidio in un istituto penale minorile. «Non ce la facevo più a stare lì. Ho preso sette boccette di metadone e sono entrato in coma». La svolta è arrivata quando ha trovato chi sapeva aiutarlo: «In Colombia avevo abusato di sostanze, quando sono tornato sono andato in una clinica in Svizzera». È lì che, dopo la diagnosi di Adhd, ha iniziato a cambiare vita: «Lì mi hanno spiegato che volevo curare i miei traumi con la droga e mi hanno aiutato a trovare una soluzione, sono stati gli unici». Oggi, come ha raccontato, «prendo un farmaco per l’Adhd. Non ho più fatto uso di sostanze».
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