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Accoltellato senza motivo a 22 anni da un afghano mentre rientrava a casa: l’orrore in Germania

Ucciso a 22 anni senza motivo: è questa la fine di Marius Dick, un 22enne tedesco ucciso a coltellate da un immigrato afghano mentre rientrava a casa a Trier, in Germania, dove si era trasferito per studiare all’università. Nella prima ricostruzione della polizia, Marius era uscito per fare la spesa quando, all’improvviso, Sajad D. anche lui 22enne, gli ha sbarrato la strada senza dire nulla e dopo aver tirato fuori un coltello lo ha colpito ripetutamente al torace finché un fendente non l’ha raggiunto al cuore. Alcuni testimoni hanno chiamato i soccorsi, che hanno provato a rianimare il giovane sul posto ma il ragazzo è purtroppo deceduto in ospedale, dove è arrivato in condizioni disperate, per le gravi ferite.

L’afghano è stato fermato a breve distanza dall’aggressione: le indagini della polizia convergono sull’aggressione casuale, senza un motivo e con una vittima scelta a caso, senza che tra loro ci fosse qualche rapporto precedente. Pare che verrà sottoposto ad accertamenti di tipo psichiatrico nella struttura nella quale è stato condotto dopo l’arresto: infatti, al momento, non si trova in carcere ma in una struttura psichiatrica dove verrà eseguita una perizia per accertare la presenza di segni di malattia mentale. Al momento dell’arresto, l’immigrato ha ammesso di aver compiuto l’omicidio ma non ha spiegato quale sia stato il motivo che lo ha spinto ad accoltellare una persona a caso.

Marius aveva sostenuto poche ore prima l’esame del bachelor in storia all’università ed era quindi prossimo a conseguire la laurea, tanto che aveva in programma di trasferirsi a Potsdam nei prossimi mesi per proseguire gli studi presso un master in storia militare. Stava anche scrivendo un libro relativo all’argomento. “Nessuna madre dovrebbe mai vivere una cosa del genere”, ha dichiarato la mamma di Marius alla Bild, rivelando di aver trascorso la notte dell’omicidio nella camera del figlio per continuare a sentirlo vicino.

Lei e il papà del ragazzo hanno già nominato un avvocato di fiducia: “Saremo presenti alle udienze. Lo dobbiamo a Marius”. Chiedono giustizia per il figlio ma, soprattutto, che cambi qualcosa nel loro Paese, che la politica si attivi per invertire la rotta, “affinché una cosa simile non accada mai più e si possa evitare il prossimo omicidio”. Ormai, hanno dichiarato i genitori di Marius, “non ci sentiamo più al sicuro”, ed è un sentimento comune purtroppo, non solo in Germania.

“Abbiamo perso ciò che avevamo di più caro a causa di questo orribile crimine”, hanno detto i due, che ora invece di organizzare la festa di laurea per il figlio sono costretti ad organizzare un funerale per un ragazzo di 22 anni.


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