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Abusi sessuali, il rapper Diddy rischia 20 anni di carcere per le feste Freak Offs

Testa china e volto tesissimo, Sean Diddy Combs è arrivato in tribunale a New York cercando di fare dimenticare il suo passato. Quello nel quale era il re dell’hip-hop, uno dei produttori più influenti della musica americana, con un patrimonio stimato di un miliardo di dollari. E quello dei Freak Offs, le feste da lui organizzate negli hotel di New York (ma anche in California e in Florida) degenerate in eccessi, droghe e violenze sessuali, come è emerso nel corso del processo.

Combs ha abbracciato i suoi avvocati nell’aula di Manhattan. In attesa del giudice distrettuale Arun Subramanian chiamato a decidere sulla pena da infliggere al rapper. Condannato per reati gravissimi legati alla prostituzione Combs rischia fino a 20 anni di carcere, sebbene il giudice abbia un ampio margine di discrezionalità nell’elaborare la pena. L’accusa preme perché faccia almeno dieci anni di carcere, la difesa ha chiesto che venga rilasciato subito.

Il 2 luglio, una giuria ha condannato Combs, 55 anni, per due capi d’imputazione: avere pagato viaggi per escort e avere organizzato spettacoli sessuali a base di droga con le sue fidanzate, mentre lui registrava video e si masturbava. La giuria lo ha assolto tuttavia dalle accuse più gravi di racket e traffico sessuale, che avrebbero potuto costargli l’ergastolo.

 Combs ha dichiarato di essere cambiato e dovrebbe presentare ricorso contro la condanna dopo la sentenza. In una lettera di quattro pagine indirizzata al giudice Subramanian, Combs si è scusato «per tutto il dolore e la sofferenza cusate agli altri» con la sua condotta e ha chiesto clemenza affermando: «Mi sono perso», «sono pentito», «non c’è niente di più importante per me della mia famiglia».

I famosi Freak Off

Nel corso di un processo durato due mesi all’inizio di quest’anno, i pubblici ministeri dell’ufficio del Procuratore degli Stati Uniti di Manhattan hanno sostenuto che Combs ha costretto due delle sue ex fidanzate – la cantante rhythm and blues Casandra Ventura e una donna conosciuta in tribunale con lo pseudonimo di Jane – a partecipare alle esibizioni con violenza e sotto la minaccia di tagliare il suo sostegno finanziario.


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