a Udine un modello che cambia la vita delle persone autistiche

A volte l’inclusione nasce da gesti semplici: un’opportunità che si apre, un team che accoglie, un percorso che permette a qualcuno di sentirsi finalmente parte della comunità. È quello che sta accadendo a Udine grazie a “For Nothing”, il progetto ideato dalla fondazione Progettoautismo Fvg onlus e sostenuto da Shi’s, il brand del Gruppo Cigierre, che ha messo a disposizione i suoi ristoranti di largo Pecile e viale del Ledra per accogliere persone adulte con forme gravi di autismo. L’iniziativa dà vita a esperienze lavorative concrete e guidate, trasformando luoghi della quotidianità in spazi di relazione, crescita e autonomia.
Un modello innovativo di responsabilità sociale
“For Nothing” è considerato un progetto unico nel panorama italiano: permette a persone con disturbo dello spettro autistico, anche in forme gravi, di svolgere stage reali all’interno di contesti produttivi, grazie a una rete che oggi coinvolge otto imprese del territorio. L’obiettivo è duplice: da una parte valorizzare le capacità dei partecipanti e rafforzarne l’autonomia, dall’altra promuovere una comunità più accogliente, capace di riconoscere il potenziale di ogni persona. Per le aziende coinvolte non si tratta solo di un gesto solidale, ma di una scelta culturale che porta valore umano ed etico nei luoghi di lavoro.
L’impegno di Shi’s: formazione e accoglienza
Nei ristoranti udinesi di Shi’s, il personale ha ricevuto una formazione adeguata per affiancare i partecipanti durante le attività. Ogni stage diventa così un momento di scambio, dove il contributo di ciascuno arricchisce sia le persone coinvolte sia l’azienda. “Sosteniamo For Nothing perché crediamo profondamente nel valore dell’inclusione – spiega Silvia Mandrelli, Business unit manager di Shi’s -. Per loro è un’occasione di crescita; per noi un insegnamento prezioso che ci rende un’azienda migliore e più attenta alla comunità”.
La visione della Fondazione: “Una rivoluzione elementare”
La presidente della Fondazione, Elena Bulfone, sottolinea la portata culturale dell’iniziativa: “Abbattere le barriere che limitano l’accesso agli stage per persone gravemente compromesse è un processo di civiltà. Grazie a questa partnership win-win-win, a beneficiarne sono le imprese, la comunità e le persone fragili”.
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