a Torino la sfida della prevenzione oncologica – Torino Oggi

La prevenzione passa anche dal Dna. Proprio dai geni parte la nuova sfida della sanità piemontese contro i tumori ereditari. Ad affrontare il tema è stato l’incontro pubblico “Geni che contano – Il test Brca: la prevenzione che fa la differenza”, promosso dall’associazione Mettiamoci le Tette con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte.
L’obiettivo è chiaro: aumentare la consapevolezza sulle mutazioni dei geni Brca1 e Brca2, responsabili di una maggiore predisposizione ad alcuni tumori, in particolare al seno e all’ovaio. Un tema diventato noto anche al grande pubblico negli ultimi anni grazie a testimonianze celebri come quelle di Angelina Jolie e Bianca Balti.
Secondo i dati ricordati durante l’incontro dall’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, in Italia le nuove diagnosi oncologiche sono state circa 377 mila nel 2020, scese a 360 mila nel 2024, con una previsione di stabilità per il 2025. Circa il 10% dei tumori è legato a predisposizioni ereditarie e si stima che 1,25 milioni di persone possano essere portatrici di sindromi genetiche legate al cancro. Tra queste, i portatori di mutazioni Brca sarebbero circa 378 mila, cioè una persona ogni 155. Solo in Piemonte, le donne portatrici di mutazioni BRCA sono stimate in oltre 13 mila, molte delle quali in età compresa tra i 25 e i 74 anni.
Percorsi più strutturati e monitoraggio regionale
Sapere di essere portatori di una mutazione genetica non significa necessariamente ammalarsi. Ma significa conoscere il proprio rischio e poter attivare percorsi di prevenzione e monitoraggio più mirati. Proprio per rafforzare questo sistema di prevenzione, il Consiglio regionale ha recentemente approvato all’unanimità un emendamento al Piano Socio Sanitario Regionale 2025-2030 che introduce nuove misure dedicate ai percorsi Brca.
Il provvedimento, firmato dalla consigliera regionale Valentina Cera, prevede l’istituzione di un tavolo tecnico permanente regionale e il rafforzamento di percorsi multidisciplinari che coinvolgano diverse figure specialistiche.
“Questo emendamento nasce dall’ascolto diretto delle pazienti, delle associazioni – in particolare di Mettiamoci le Tette – e della comunità scientifica, e rappresenta un risultato importante per il diritto alla salute e per la qualità del nostro sistema sanitario pubblico“, spiega Valentina Cera.
“Il contributo delle associazioni è stato ed è decisivo. Senza la loro competenza, il loro impegno e la loro capacità di dare voce ai bisogni reali delle persone, questo risultato non sarebbe stato possibile. L’iniziativa del 6 marzo sarà un’occasione importante per continuare questo lavoro e trasformare un principio scritto in un piano in un diritto realmente esigibile“.
La prevenzione parte dal test genetico
Uno degli strumenti fondamentali resta il test BRCA, che consente di individuare eventuali mutazioni genetiche attraverso un semplice prelievo di sangue o, in alcuni casi, tramite l’analisi del tessuto tumorale.
Non si tratta però di un esame di routine: viene proposto su indicazione specialistica, ad esempio a persone con tumori compatibili con mutazioni Brca o a chi ha una forte familiarità con tumori correlati.
Tra le novità previste ci saranno anche il monitoraggio dell’accesso alle esenzioni e l’aggiornamento dei protocolli clinici. Infatti, quando viene identificata una mutazione, la persona viene presa in carico da un team multidisciplinare che può prevedere sorveglianza clinica più frequente, controlli radiologici mirati o, in alcuni casi, interventi chirurgici preventivi.
La Regione Piemonte garantisce l’accesso alla consulenza genetica, al test Brcae a un programma di presa in carico personalizzata nei centri accreditati della rete oncologica regionale. “La prevenzione è da sempre uno dei principali obiettivi della Rete oncologica del Piemonte” ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi.
“Il rafforzamento dei percorsi e del monitoraggio legato alle mutazioni genetiche Brca contribuirà certamente a migliorare le cure. Ringraziamo gli organizzatori del convegno di oggi per le loro attività di promozione culturale e di sostegno alle donne malate. L’iniziativa è utile per sensibilizzare sulle attività in atto e per un confronto tra medici, associazioni e istituzioni per individuare soluzioni“, ha aggiunto Riboldi.
Il ruolo delle associazioni
Un contributo fondamentale arriva anche dal mondo del volontariato. L’associazione Mettiamoci le Tette, attiva da anni sul territorio torinese, è nata proprio con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione e sostenere le donne che affrontano la malattia.
“Quando abbiamo costituito l’associazione di volontariato Mettiamoci le Tette avevamo due obiettivi: sostenere le donne che incontrano la malattia e promuovere la cultura della prevenzione – ha spiegato Carla Diamanti, fondatrice e presidente dell’associazione -. Per questo, da anni abbiamo attivato un punto informativo sul Brca, un tema al quale sono particolarmente sensibile perché sono portatrice di mutazione e inserita in un percorso di sorveglianza dedicato“.
“Insieme all’oncologa Elisa Artusio abbiamo presentato alla Regione Piemonte una relazione sullo stato dell’arte, sottolineando le difficoltà per le donne positive alla mutazione Brca, come la prenotazione degli esami di sorveglianza in tempi utili, la penuria di centri che accettano l’esenzione D99, la mancanza di esenzione per la ricostruzione plastica e il vuoto normativo sugli uomini. Quell’incontro ha avviato il percorso che ha portato a un emendamento e alla proposta di istituire un tavolo di lavoro per definire buone pratiche e garantire i migliori livelli di prevenzione, diagnosi e cura nel nostro territorio“, ha infine concluso Diamanti.
Informazione e diagnosi precoce
La ricerca delle mutazioni Brca rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per individuare precocemente i rischi oncologici. A sottolinearlo è anche Alessandro Comandone, direttore dell’Oncologia dell’Asl Città di Torino e coordinatore della Rete oncologica piemontese per il territorio: “La ricerca delle mutazioni Brca1 e Brca2 è centrale per la prevenzione e la cura dei tumori di mammella e ovaio, e sta diventando sempre più rilevante anche per pancreas, prostata e carcinoma mammario maschile. Individuare una mutazione consente diagnosi più tempestive e apre l’accesso a terapie moderne e innovative“.
Un punto resta fondamentale: essere portatori della mutazione non significa ammalarsi. Le persone che infatti risultano positive ai test possono essere seguite con controlli più frequenti e strategie preventive personalizzate.
Informazione in piazza
Proprio per aumentare la consapevolezza tra i cittadini, l’associazione Mettiamoci le Tette sarà presente il 7 e l’8 marzo in piazza Castello a Torino con un punto informativo e con visite senologiche gratuite all’interno della kermesse Just the Woman I Am.




