Società

A scuola di fake news dall’asilo: la Finlandia insegna ai bambini di 3 anni a difendersi dalla disinformazione russa e dai deepfake dell’intelligenza artificiale

Il governo finlandese ha lanciato nel 2014 un programma strutturato di contrasto alle fake news. L’iniziativa nazionale prevede corsi obbligatori per studenti, giornalisti, politici e cittadini su come identificare e neutralizzare la disinformazione progettata per creare divisioni sociali. 

Il curriculum dall’età prescolare con focus sull’intelligenza artificiale

Il sistema educativo finlandese integra l’alfabetizzazione mediatica nel curriculum nazionale da decenni, includendo bambini a partire dai 3 anni di età. L’educazione digitale e mediatica ha radici che risalgono agli anni Settanta: a tre anni i bambini imparano a esplorare contenuti online, a sette-otto anni a distinguere informazioni affidabili da quelle false, a nove-dieci anni a raccogliere fonti e selezionare prospettive corrette. Gli studenti di 10 anni hanno lavorato su come valutare l’affidabilità delle notizie online, identificando cinque elementi da verificare prima di considerare una fonte attendibile.

I media finlandesi collaborano organizzando ogni anno la “Settimana dei quotidiani”, durante la quale giornali e altre notizie vengono distribuiti ai giovani. Nel 2024 l’Helsingin Sanomat ha creato un “Abecedario dell’alfabetizzazione mediatica”, distribuito a tutti i quindicenni del paese all’inizio della scuola secondaria superiore. Jussi Pullinen, vicedirettore del quotidiano, ha affermato: “Per noi è fondamentale essere percepiti come un luogo dove trovare informazioni verificate, affidabili e prodotte in modo trasparente da persone che conoscete”. La fiducia nelle notizie raggiunge il 69% in Finlandia, il doppio della percentuale rilevata dal Reuters Digital News Report 2024 in altri paesi europei.

La sfida dei deepfake nel 2026

L’alfabetizzazione mediatica fa parte del curriculum educativo finlandese dagli anni Novanta. Corsi aggiuntivi sono disponibili per adulti più anziani, potenzialmente più vulnerabili alla disinformazione. La nazione nordica, con oltre 5 milioni di abitanti, si classifica regolarmente ai primi posti dell’European Media Literacy Index, compilato dall’Open Society Institute di Sofia tra il 2017 e il 2023. Anders Adlercreutz, ministro dell’Istruzione finlandese, ha dichiarato: “Non credo che avessimo previsto che il mondo sarebbe stato così. Che saremmo stati bombardati da disinformazione, che le nostre istituzioni sarebbero state messe in discussione, la nostra democrazia davvero messa in discussione attraverso la disinformazione”.

Il rapido sviluppo degli strumenti di intelligenza artificiale nel 2025 ha portato a una crescita esplosiva dei deepfake. Nel 2026 si sta sviluppando la produzione in tempo reale di contenuti falsi: avatar e performer sintetici sono in grado di reagire e adattarsi durante interazioni live.

L’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 ha intensificato le campagne di disinformazione attraverso l’Europa. La Russia ha condotto negli ultimi anni una vera e propria guerra ibrida verso l’Europa, combinando sabotaggi, campagne di disinformazione e spionaggio. L’ingresso della Finlandia nella NATO nel 2023 ha provocato l’ira di Mosca, sebbene la Russia abbia ripetutamente negato di interferire negli affari interni di altri paesi.

Gli insegnanti finlandesi hanno ora il compito di aggiungere l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale al curriculum. A marzo 2026 è prevista a Helsinki una formazione Erasmus+ su fact-checking per giornalisti europei, a conferma della leadership finlandese nel settore.


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