A Roma boom di multe da 155 milioni, ma i fondi restano al palo
Un tesoretto da oltre 155 milioni di euro incassato grazie alle contravvenzioni stradali, a fronte di una città dove gli incidenti continuano a salire e i fondi destinati a mettere in sicurezza gli incroci killer rimangono, in parte, congelati nei cassetti della burocrazia.
I dati sui proventi delle multe stradali a Roma nel 2025 scatenano la tempesta politica in Campidoglio, sollevando un durissimo scontro sul legame tra i verbali staccati dai vigili urbani e gli investimenti reali per fermare le stragi sull’asfalto.
A lanciare l’affondo, dati del Ministero dell’Interno alla mano, è il deputato e presidente romano di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, che ha depositato un’interrogazione parlamentare per fare luce sulla gestione finanziaria dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri.
Il balzo degli incassi e il nodo del Codice della Strada
Il cuore della contestazione poggia su una crescita verticale delle entrate. Nel 2025, Roma Capitale ha messo a bilancio oltre 155 milioni di euro derivanti dalle sanzioni del Codice della Strada.
Una cifra monstre se confrontata con i 133 milioni registrati nel 2022, primo anno pieno dell’era Gualtieri: in tre anni, l’incremento è stato di ben 22 milioni di euro.
La legge nazionale, attraverso l’articolo 208 del Codice della Strada, parla chiaro: i Comuni hanno l’obbligo di reinvestire almeno il 50% di questi proventi in interventi diretti sulla sicurezza, dalla manutenzione delle corsie alla segnaletica.
Ma è qui che, secondo l’opposizione, il meccanismo si inceppa. Stando alle relazioni ministeriali del 2025, il Campidoglio avrebbe destinato a questa voce appena il 38% delle somme, fermandosi a circa 58 milioni di euro.
Non solo: all’interno di questo stanziamento, ben 16,5 milioni risulterebbero formalmente bloccati su progetti mai partiti.
La scia di sangue sulle strade della Capitale
Il j’accuse di Fratelli d’Italia diventa ancora più serrato quando i numeri della contabilità pubblica si incrociano con quelli, drammatici, dei rapporti della Polizia Locale.
Nell’ultimo anno i sinistri stradali all’interno del perimetro urbano sono schizzati a quota 14 mila, segnando una crescita costante rispetto agli 11 mila rilevati nel 2021.
“In cinque anni contiamo circa 4 mila incidenti in più, oltre 3.300 feriti e 13 vittime in più rispetto a quando la sinistra si è insediata in Campidoglio. Non è tollerabile che i soldi dei cittadini restino inutilizzati mentre si continua a morire in strada.”
La piattaforma delle richieste e il ricorso al Ministero
Il piano di interventi urgenti invocato per fermare la striscia di sangue sulle strade romane tocca i punti nevralgici della mobilità cittadina.
Da FdI si chiede il varo immediato di zone a velocità ridotta e protezioni davanti ai plessi scolastici, la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati, l’installazione di parapedonali nei punti ciechi, una stretta sulla sosta selvaggia per restituire visibilità a chi cammina a piedi, oltre al potenziamento dell’illuminazione pubblica e a campagne di educazione stradale nelle scuole.
La parola passa ora al Governo. Con l’interrogazione presentata da Perissa, si chiede un’ispezione formale per verificare se le procedure di Roma Capitale abbiano violato i vincoli di legge sui fondi stradali.
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