a Roma arrivano i nuovi tram Urbos, ma in estate la rete rischia lo stop totale
C’è un timer che scorre invisibile sui binari della Capitale, e ogni secondo vale un pezzo di futuro della mobilità cittadina.
Nei depositi Atac la tensione si taglia con il coltello: mancano pochissimi giorni alla data spartiacque del 30 giugno, il termine perentorio fissato dall’Unione Europea per centrare una delle scadenze più delicate del Pnrr. In ballo ci sono decine di milioni di euro per il rinnovo della flotta dei trasporti.
La missione? Portare a Roma i primi dieci esemplari dei nuovi tram Urbos, i giganti d’acciaio commissionati alla fabbrica spagnola Caf.
Fino a due mesi fa, negli uffici del Campidoglio si respirava l’aria della disfatta. Oggi, invece, prevale un cauto ottimismo.
I convogli stanno sbarcando a Roma a ritmo serrato, pronti a blindare i finanziamenti ed evitare che la Corte dei Conti si trovi a firmare l’ennesimo verbale di un’occasione perduta.

Dall’addio alla Termini-Vaticano alla scommessa sulla Togliatti
Questa intricata partita a scacchi con Bruxelles comincia un anno fa, nel momento più buio della pianificazione romana.
Davanti ai ritardi insormontabili del progetto per la tranvia Termini-Vaticano-Aurelio (Tva), l’amministrazione Gualtieri ha dovuto compiere una dolorosa ritirata strategica: spostare i fondi europei prima che l’UE li revocasse per decorrenza dei termini.
I soldi sono stati così dirottati sulla costruzione della linea periferica Palmiro Togliatti e, contemporaneamente, sulla firma del contratto per i nuovi treni.
Una mossa d’astuzia burocratica che ha salvato la cassa, ma che ha aperto un nuovo cantiere logistico: ricevere i mezzi in tempi record.
Rimodulazione PNRR
Estate passato
Il Comune di Roma sposta i fondi della Termini-Vaticano-Aurelio (TVA) sulla tranvia Togliatti e sull’acquisto di nuovi treni.
Primo arrivo
Marzo 2026
Sbarca a Roma il primo esemplare di tram Urbos. Iniziano i dubbi sulla capacità di Atac di ricevere tutti i mezzi in tempo.
Il forcing e la quota 8
Giugno 2026
I treni arrivano a cadenza serrata: nel solo mese di giugno si tocca quota 8 convogli consegnati nei depositi romani.
Scadenza UE
30 Giugno 2026
Il paradosso energetico: in estate binari deserti per i lavori alle sottostazioni
Se la partita burocratica ed economica con l’Europa sembra ormai incanalata verso il successo, per i pendolari romani si preannuncia invece una stagione bollente e ricca di disagi.
L’arrivo dei nuovi Urbos porta infatti con sé un nodo infrastrutturale non indifferente: i nuovi convogli sono giganti tecnologici che richiedono una capacità energetica di gran lunga superiore rispetto ai vecchi e storici tram (come i “Stanga” o i Socimi) attualmente in circolazione a Roma.
Per consentire ai nuovi mezzi di muoversi senza far saltare la rete elettrica cittadina, è indispensabile procedere a un radicale adeguamento e potenziamento di tutte le sottostazioni elettriche della rete tranviaria romana.
L’ipotesi del blocco estivo: Si fa sempre più concreta l’ipotesi di una sospensione totale della circolazione dei tram a luglio e agosto.
Due mesi di stop assoluto sui binari dell’intera Capitale per consentire ai tecnici di aprire i cantieri elettrici e predisporre i cavi ad alta capacità.
Se il piano venisse confermato, tutte le linee (a partire dalle trafficatissime 3, 5, 14 e 19) verrebbero interamente sostituite da autobus navetta, scaricando una pressione enorme sul traffico stradale estivo.
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