a Modena l’82% dei forni è artigiano

Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale del Pane, istituita nel 2006 dall’Unione internazionale dei panettieri e dei pasticceri e coincidente con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione della FAO. Un’occasione per valorizzare uno degli alimenti più semplici e allo stesso tempo più rappresentativi della cultura gastronomica italiana.
“Il pane è in tutto il mondo uno dei simboli più autentici di convivialità e cultura alimentare – afferma Davide Nini, presidente della categoria Alimentazione di Lapam Confartigianato –. Dietro ogni forma ci sono la competenza di un fornaio, la qualità delle materie prime e una filiera che rispetta i tempi della natura. In questa giornata vogliamo ricordare quanto sia importante scegliere il pane fatto a mano, con cura e con ingredienti italiani”.
In vista della ricorrenza, l’ufficio studi di Lapam Confartigianato ha analizzato la filiera del pane e dei prodotti da forno sul territorio regionale e provinciale. In Emilia-Romagna le imprese attive nella produzione di prodotti da forno e farinacei sono 2.232, di cui 1.859 (83,3%) artigiane.
Nel solo territorio di Modena e provincia si contano 402 attività, di cui 330 artigiane, pari all’82,1% del totale. Un dato che conferma quanto il sapere tradizionale continui a rappresentare il cuore della produzione locale.
“Acquistare pane artigianale – prosegue Nini – non significa solo premiare la qualità, ma anche sostenere un modello produttivo sostenibile. I nostri panificatori scelgono farine locali, riducono gli sprechi e adottano pratiche rispettose dell’ambiente. Sanno unire tradizione e innovazione: rispettano le ricette di un tempo, ma investono in tecnologie pulite e processi produttivi efficienti”.
Un settore, quello della panificazione, che continua a rinnovarsi pur restando fedele alla tradizione. Il pane artigianale è oggi disponibile in varianti sempre più diversificate, attente alle esigenze nutrizionali e alle intolleranze alimentari, ma accomunate dalla qualità delle materie prime e dalla maestria dei fornai.
Tuttavia, come in molti comparti dell’artigianato alimentare, anche la panificazione soffre la carenza di personale qualificato. A livello regionale, nel 2024, il 61,3% delle 1.370 entrate previste per le professioni di panettieri e pastai artigianali risulta di difficile reperimento.
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