Liguria

“A 13 anni in pronto soccorso con psicosi”


Genova. A Genova non c’è oggi un’emergenza legata a una singola droga, ma una criticità diffusa che riguarda lo spaccio e il consumo, con tutte le ricadute sociali che ne derivano: prostituzione, violenza e comportamenti aggressivi legati soprattutto all’uso di sostanze iperstimolanti. Anche nei giovanissimi: “Ad appena 13, 14 anni arrivano in pronto soccorso con gli effetti del crack nell’organismo, poi escono e tornano a cercare droga”.

Una emergenza diffusa tra spaccio, violenza e giovanissimi

A sottolinearlo è Rocco Luigi Picci, direttore del Dipartimento Salute mentale e dipendenze Area Sociosanitaria 3 di ATS Liguria, intervenuto nel pomeriggio di venerdì è intervenuto all’evento di presentazione dell’adesione del Comune di Genova alla Rete delle città italiane per una politica innovativa sulle droghe – ELIDE, network nazionale nato nel 2023 che coinvolge le città di Bologna, Milano, Bari, Torino, Napoli e la Città Metropolitana di Roma.

“Non c’è un’emergenza legata a qualche sostanza specifica, ma esiste un’emergenza correlata allo spaccio e all’uso di sostanze con tutto quello che ne consegue – ha spiegato – parliamo di prostituzione, spaccio e agiti aggressivi, perché buona parte delle sostanze in qualche modo usato sono sostanze eccitanti, che possono scatenare in qualche modo l’aggressività di chi le assume”.

Emergenza crack e consumo sempre più giovane

A Genova, rispetto ad altre città italiane, la droga più diffusa è la cocaina, in particolare nella forma fumabile, il crack: “Avendo un porto c’è una porta d’accesso piuttosto facile da questo punto di vista – sottolinea Picci – il crack è facilmente reperibile, costa poco, dà un effetto rapidissimo anche se effimero, ma le conseguenze sono molto gravi anche sul lungo termine, perché chi ne fa uso sviluppa delle vere e proprie psicosi che non recedono nonostante si smetta di usare”.

Il problema è diffuso in centro storico, ma anche in altre zone della città: “I consumatori vanno in centro storico per acquistare il crack, perché sanno di trovarlo, ma poi tornano nei loro quartieri per consumarlo. E il nostro lavoro è complesso, perché un fumatore di crack non è portato a rivolgersi al Serd . Il problema non è tanto intercettarlo, ma creare degli spazi, dei luoghi di aggregazione, aiutati dalle forze dell’ordine, per evitare che si diffonda”.

A preoccupare maggiormente è l’età di chi fa uso di crack, sempre più bassa: “Sempre più spesso ricoveriamo anche minori sotto l’effetto di sostanze – conferma Picci – non sarebbero da ricoverare necessariamente, bisognerebbe che smaltissero l’effetto della sostanza per capire se poi c’è un quadro psicotico, però ci sono sempre più minori  con disturbi comportamentali scatenati proprio dalla dall’effetto del crack”.

Nuove droghe e allarme fentanyl: “Potrebbero essere la piaga del futuro”

Anche il tema delle nuove droghe è stato affrontato, in particolare riferimento al fentanyl, la “droga degli zombie” che negli Stati Uniti ha mietuto migliaia di vittime: “Abbiamo un alert che arriva anche da Asl 3. Negli Stati Uniti è diventata una piaga assolutamente inaffrontabile, parliamo di una quota di overdose correlate al fentaly che si attesta intorno agli 80.000, un dato veramente impressionante. È possibile che arrivi anche qui da noi, magari usato per contaminare altri farmaci venduti sui mercati online. È un problema da monitorare con attenzione, perché le nuove droghe non rappresentano un alert in questo momento, ma sono comunque da tenere in considerazione perché potrebbero essere la piaga del futuro”.




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