Marche

Treia, incendio in un capannone della Rimel: a fuoco i rifiuti elettronici. ​L’ipotesi: autocombustione. Il Comune: «Nessuna contaminazione nelle acque»


TREIA A fuoco lavatrici, stampanti, fotocopiatrici e altro materiale elettronico, l’allarme in un capannone della Rimel a Treia è scattato nella notte tra lunedì e ieri. L’ipotesi è che la causa del rogo sia accidentale (autocombustione), non sono stati trovati inneschi o altro materiale che possa far pensare a un’origine dolosa. 


L’intervento


L’allarme, dunque, è scattato qualche minuto prima dell’1.30 dal deposito della Rimel, azienda che si occupa di riciclo di rifiuti elettrici ed elettronici (Tv, stampanti,  piccoli e grandi elettrodomestici), in contrada Moje a Treia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata con tre autobotti, l’autoscala e un mezzo di supporto con autoprotettori. Il rogo, che ha interessato una parte circoscritta del capannone, è stato domato dopo circa due ore di lavoro. Non ci sono stati feriti.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e gli ispettori dell’Arpam (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) per eseguire gli accertamenti di competenza. 

L’ipotesi


Sulla base di quanto emerso, il sistema antincendio ha immediatamente rilevato il fumo sprigionato dalle fiamme facendo scattare l’allarme e per quanto riguarda le cause del rogo, l’incendio sarebbe stato accidentale, generato da autocombustione. In serata il Comune di Treia ha rassicurato i cittadini sottolineando  che: «Non è stata riscontrata alcuna contaminazione nelle acque. Nel punto di verifica del fosso con recapito al Rio Chiaro non sono stati riscontrati scarichi, anomalie o alterazioni imputabili all’impianto. L’Arpam non ha rilevato problematiche ambientali riguardanti il corpo idrico o il suolo esterno al sito. L’amministrazione comunale continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi e le ulteriori verifiche previste dagli enti competenti».




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