Alice Lupparelli: «Appartengo a una generazione che inciampa, si rialza e si mette in discussione. Non voglio essere perfetta, voglio essere vera»
Alice Lupparelli, formata tra danza e violino, subito dopo il liceo linguistico decide di dare voce al suo talento artistico e si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove studia recitazione per due anni, alternando gli studi con i primi lavori sul set. Per l’attrice è l’inizio di un percorso che la porta a essere protagonista di progetti di rilievo: dalla serie Un Professore in onda su Rai 1, ad Adorazione su Netflix, passando per Maschi Veri. Inoltre, la vediamo ora al cinema con la pellicola Fuori la verità di Davide Minnella, accanto a un cast d’eccezione, composto da Claudio Amendola, Claudia Gerini, Claudia Pandolfi e Leo Gassmann. In questa intervista scopriamo Alice Lupparelli «terribilmente umana», come ama definirsi, attraversando le discipline che l’hanno formata, i ruoli che l’hanno sfidata e la generazione alla quale appartiene, pronta a trasformare ogni esperienza in una nuova lezione di vita e arte.
Gioele vettraino
Danza, violino, recitazione: il suo percorso artistico nasce da passioni diverse. Quanto l’hanno influenzata la disciplina e la sensibilità della danza e della musica nel suo modo di recitare?
«Sono discipline diverse, ma le accomuna una ricerca nel mondo dell’arte per trovare ciò che più mi appartenesse. La recitazione è stata un po’ il connubio tra tutte le altre cose. Serve musicalità, ritmo e allo stesso tempo anche l’uso del corpo. Sono delle basi che, se non avessi avuto, probabilmente, mi avrebbero reso più difficile il lavoro oggi. Nell’anno del covid ho fatto la maturità, dopo mi sono presa del tempo per capire che strada intraprendere e ho fatto un seminario di una settimana in cui mi sono resa conto della bellezza della recitazione. Mi sono detta: “È uno studio umano, vale la pena approfondire”».
A proposito, la sua bio di Instagram è «terribilmente umana».
«Terribilmente umana significa anche piena di difetti, ne ho un sacco. Sono molto influenzabile, cedo a tante tentazioni. Ma siamo tutti umani e cerchiamo di attraversare questo periodo che ci è stato concesso inciampando un sacco di volte. Sono una persona che vive tutte le cose fino in fondo: sia positive che negative, ci devo sbattere la testa».
In Un Professore interpreta Viola, una ragazza rimasta paralizzata dopo un incidente. Cosa le ha insegnato guardare il mondo attraverso i suoi occhi?
«Mi ha insegnato a vedere quali reali ed effettive difficoltà ci sono. Non solo a livello fisico ma sociale e di infrastrutture. Un banalissimo fatto di altezze. Molte cose accadono al di sopra di te, per riuscire a farsi sentire ci vuole il doppio della fatica, quindi tanto di cappello».
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