Minacce di morte nei confronti di Alessandro Venanzi

Minacce di morte, ripetute a più riprese, nei confronti dell’assessore al commercio e turismo e vice sindaco del Comune di Udine Alessandro Venanzi. È quanto è emerso nell’ultimo periodo a seguito di episodi distinti, che hanno coinvolto l’esponente del Partito democratico. Nel primo caso Venanzi è stato aggredito verbalmente a Godia, la frazione udinese in cui risiede, mentre si trovava con sua figlia minorenne. Un uomo, poi identificato e denunciato, gli avrebbe intimato di volergli “tagliare la gola”. Nel secondo caso Venanzi è stato insultato e minacciato nella messaggistica di Instagram e anche il quell’occasione il mittente è stato individuato e denunciato. Il terzo e ultimo caso è di pochi giorni fa. Il politico è stato destinatario, assieme al collega Ivano Marchiol, di una lettera anonima, fatta recapitare a Palazzo D’Aronco. Nella missiva era contenuto un invito a “girare con il giubbotto anti proiettile”. “Continuo a fare il mio lavoro con passione e ho fiducia nelle forze dell’ordine – ha commentato Venanzi –, ma vorrei fare una riflessione sul clima che circonda tutto questo. Negli ultimi tempi i toni del dibattito politico sono diventati troppo accesi e un’enfasi del genere, in particolare sui social, può portare a vicende del genere. Udine è una città aperta al dialogo e così deve rimanere”. “Risponderò alle minacce con ancora maggiore impegno, senza reagire alla paura con la paura. Udine è più forte delle minacce” ha chiuso il vice sindaco. “Nessuno fa un passo indietro, e invitiamo a fermarsi e usare il pensiero, prima di compiere gesti intollerabili come questo, per ristabilire un corretto dialogo democratico” ha invece osservato Marchiol. “Abbiamo voluto dare un esempio di forte coesione, le politiche sono della maggioranza, per cui questo accanimento contro gli assessori è insensato, visto che le decisioni sono di tutta l’amministrazione” è stata la riflessione del sindaco De Toni. “Anche io ho ricevuto una lettera anonima un anno fa, nel mio ufficio, di stampo violento” ha raccontato l’assessore Dazzan. “Purtroppo è difficile risalire agli autori. Mi unisco alle parole fin qui dette, è il caso di fermarsi tutti e riflettere sulle criticità relazionale che sta caratterizzando la nostra comunità”.
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