Calabria

Allarme dall’Osservatorio Nazionale Amianto: “A Crotone biomarcatori cancerogeni trecento volte oltre la norma”

Durante il Fair Play della Salute del 28 ottobre al Ministero della Salute, l’oncologo Pasquale Montilla, consulente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha illustrato i risultati di un’indagine sui pazienti oncologici dell’area di Crotone, classificata come Sito di Interesse Nazionale (SIN).
Secondo Montilla, i biomarcatori riscontrati mostrano valori di sostanze mutagene e cancerogene fino a trecento volte superiori ai livelli normali, suggerendo una chiara correlazione tra l’inquinamento ambientale e l’aumento di patologie tumorali nella popolazione.

Il rischio sottovalutato e i dati mancanti

L’oncologo ha denunciato la scarsa attenzione istituzionale verso un’area che per l’ONU rappresenta una “cancer mission”. I dati epidemiologici di Crotone, ha spiegato, non risultano recepiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ostacolando una corretta valutazione dell’impatto sanitario.
La mancata applicazione del protocollo Euroton e la diffusione di scarti industriali contaminati in contesti urbani — spesso utilizzati per costruzioni e pavimentazioni — hanno aggravato il rischio per la salute pubblica.

Verso una nuova prevenzione oncologica

Il programma di screening tossicologico e molecolare dell’ONA ha evidenziato nei pazienti oncologici la presenza di metalli pesanti e agenti chimici industriali fissati nei tessuti tumorali, con valori fino a cinque volte superiori alla soglia massima.
Nonostante il quadro allarmante, Montilla ha sottolineato l’importanza della nuova epidemiologia integrata, che unisce genetica, biologia molecolare ed esposomica per anticipare le malattie oncologiche.
Un approccio che, in alcuni casi, ha già dato risultati concreti: un ex lavoratore Pertusola, ha spiegato il medico, è oggi in remissione completa dopo un trattamento mirato alla rimozione dei metalli pesanti.


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