A Confcommercio si parla di recensioni false

C’erano recensioni false e dumping contrattuale al centro dell’ultimo incontro sulla tutela dei consumatori organizzato dalla sede udinese di Confcommercio. Erano presenti, tra gli altri, Giulia Rebecca Giuliani e Andrea Chiriatti della Federazione italiana pubblici esercizi.
Recensioni false
Il 70 per cento dei potenziali clienti sceglie un ristorante leggendo le recensioni: incidono fino al 30 per cento del fatturato e due terzi dei clienti ne trova di false, sostiene Giuliani: “Si tratta di un fenomeno largamente diffuso, che mette a rischio la reputazione digitale delle imprese”. A rimediare il disegno di legge Pmi, che evita che agenzie specializzate propongano la vendita di pacchetti di recensioni positive o minaccino di produrne di negative: “Serve una tutela più forte e regole certe che obblighino le piattaforme a verificare l’autenticità delle recensioni”, ha concluso l’esperta.
Contratti minori
Parla invece di una “crescita esponenziale dei contratti meno rappresentativi” Andrea Chiaratti, che per la Fipe è direttore dell’area lavoro. “Dal 2022 ad oggi, ad esempio, uno dei contratti alternativi è passato da cinquemila a trentamila applicazioni”. Chiaratti ha dichiarato che chi sceglie soluzioni simili rischia “Sanzioni, recuperi contributivi e contenziosi che possono costare molto di più di quanto si risparmia” e ha parlato di “concorrenza sleale” contro chi applica “correttamente” il contratto nazionale Confcommercio-Fipe.
Danno alle imprese corrette
“La pirateria contrattuale – rincara Dalla Mora – non solo mette in concorrenza scorretta le imprese, ma crea un danno di reputazione a tutto il settore. Molti di questi contratti sono infatti firmati da sigle non rappresentative che applicano condizioni peggiori e stipendi più bassi, creando una concorrenza sleale tra le imprese del nostro settore”, ha dichiarato – anche quelle che operano correttamente –.
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