Affidi, chiusura indagini dopo il voto. «Santini pronto a parlare di nuovo»

PESARO Inchiesta affidi, Massimiliano Santini pronto a fornire ulteriori chiarimenti se necessario. E attenzione ai tempi. Quelli della giustizia non sono quelli della politica e la prossima tornata elettorale del 28-29 settembre non è uno spartiacque. I termini per la chiusura delle indagini scadono a ottobre inoltrato, salvo richieste di proroga. Lo stesso legale di Massimiliano Santini, Gioacchino Genchi, vuole evitare «strumentalizzazioni politiche e danni ai candidati».
Le tempistiche
L’ex collaboratore dell’allora sindaco Matteo Ricci è indagato per corruzione in concorso con lo stesso Ricci (accusato di aver ottenuto utilità non patrimoniali, cioè consenso politico) e Stefano Esposto, presidente delle associazioni Opera Maestra e Stella Polare, destinatarie di affidi diretti da parte del Comune per oltre 500 mila euro. L’avvocato di Santini, Gioacchino Genchi fa sapere: «È di tutta evidenza che le dichiarazioni rese dal signor Santini in oltre undici ore di interrogatorio, il memoriale di diciassette pagine depositato, nonché le memorie difensive e il supplemento di indagini forensi, impongano lo svolgimento di ulteriori attività investigative e tecniche, che difficilmente potranno essere completate prima delle prossime consultazioni elettorali».
Gli accertamenti sull’iPhone
Ma non c’è solo la questione temporale perché c’è in ballo l’analisi del telefono cellulare iPhone 14 Pro Max acquistato a suo tempo con fattura da Opera Maestra. «Santini, oltre ad avere spontaneamente consegnato agli inquirenti il proprio dispositivo iPhone che è stato sottoscritto a sequestro, si è reso e si rende tuttora pienamente disponibile a fornire ogni integrazione e chiarimento che dovesse rendersi necessario, al fine di consentire il più rapido e completo accertamento dei fatti» precisa Genchi.
«Si renderanno necessari nuovi accertamenti forensi sul secondo profilo WhatsApp business cancellato. In tale contesto l’attività della difesa è stata consapevolmente orientata a determinare un differimento della fine delle investigazioni a dopo le elezioni, così da prevenire il rischio che gli esiti investigativi potessero essere distorti o strumentalizzati per finalità politiche, arrecando grave danno sia ai candidati coinvolti nella competizione elettorale sia agli indagati».
La tesi dell’accusa
Nell’ipotesi accusatoria Santini avrebbe ricevuto bonifici per 106.924 euro da Opera Maestra. Tra questi 45 mila euro per l’utilizzo marchio e gestione format evento Pallo del Bracieri. Vengono contestati 57.172 euro di spese sostenute da Opera Maestra in favore di Santini per finalità personali. A lui vengono contestati anche i reati di turbativa d’asta, induzione indebita, peculato e falso.




