La magia dream-pop dei deary in Italia: ne parliamo con Ben Easton e Dottie Cockram

Stavo dando una veloce occhiata agli articoli dedicati ai deary qui su Indie For Bunnies e ho notato che il primo Brand New a loro dedicato, scritto proprio da me, risale al febbraio 2023. Questo per dire che, sulle nostre pagine, la formazione inglese è da sempre apprezzata e stimata ed ecco perché, in occasione del loro primo tour italiano da headliner per promuovere l’esordio “Birding“, una veloce chiacchierata con Ben Easton e Dottie Cockram mi riempie di gioia.
La band, completata dal nuovo arrivato, il batterista Harry Catchpole, sarà nel nostro Paese per due date (biglietti QUI):
12/11/2026 – Arci Bellezza, Milano
13/11/2026 – Bronson, Ravenna
Ciao ragazzi, come state? I vostri primi concerti in Italia come headliner sono ormai alle porte…
Ben: Ciao! Stiamo tutti bene, grazie, e non vediamo l’ora di tornare in tour in Europa. Sì, questi sono i nostri primi concerti da headliner in Italia, ma in realtà l’anno scorso abbiamo suonato in Italia a un festival incredibile chiamato Ypsigrock in Sicilia. Quindi abbiamo già avuto un assaggio del vostro Paese, ma non vediamo l’ora di visitare Milano e Ravenna.
La vostra musica mi ha sempre incantato e affascinato; è così evocativa. Mi sembra davvero che riesca a trasportarmi in una dimensione completamente nuova. Mi chiedevo quanto sia diversa la vostra esperienza “in studio” rispetto all’esibirvi dal vivo, non tanto per il pubblico, quanto per voi stessi. Come vi sentite “sul palco” rispetto a quando siete in studio? È una dimensione che ora sentite di aver pienamente padroneggiato? Quali sensazioni provate quando siete sul palco e magari vedete il pubblico così affascinato dalla vostra musica?
Dottie: Quando abbiamo iniziato a esibirci come band, soffrivo molto di nervosismo e della sindrome dell’impostore (condizione psicologica in cui una persona fatica ad accettare i propri successi e vive nella convinzione di essere un “imbroglione”, temendo di essere prima o poi scoperta, ndr.). Da allora abbiamo fatto molta strada e quest’anno, in particolare, mi sono sentita molto più
a mio agio sul palco. Riesco a immergermi nelle nostre canzoni e a vivere questo altro mondo insieme al pubblico.
Ben: Negli ultimi 18 mesi abbiamo lavorato sodo per mettere insieme una band dal vivo affiatata. Ora siamo a un punto in cui tutto questo sta davvero dando i suoi frutti e rende i concerti dal vivo molto più piacevoli; siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e amiamo far parte di tutto questo. Ma in realtà non si tratta di “padroneggiare” qualcosa: la musica è soggettiva, quindi non stiamo puntando a nulla in quel senso; ci stiamo semplicemente divertendo a suonare le nostre canzoni per un pubblico nuovo in locali nuovi.
Prima di pubblicare “Birding”, avevate già pubblicato una lunga serie di EP. Di quel “passato musicale” (se mi è consentito usare il termine), c’è qualcosa che vi sta particolarmente a cuore e che cercate di incorporare nei vostri concerti per promuovere il nuovo album? (Ad esempio, adoro “Selene”, ma ad essere sincero, vado assolutamente pazzo per l’intero EP “Aurelia”.)
Ben: Siamo orgogliosi di tutto ciò che abbiamo pubblicato, ma alcuni brani finiscono naturalmente per passare in secondo piano.
Hanno una vita migliore su disco che altrove. “The Moth” e “The Drift” sono due brani tratti da “Aurelia” che ci stanno particolarmente a cuore, così come “Fairground”, dal nostro primo EP.
Dottie: “Fairground” sarà sempre una delle mie preferite. Ricordo così vividamente quando l’ho scritta, e racchiude tutto ciò che amo della nostra band. Adoro anche suonare “The Drift” dal vivo, dato che la suoniamo in modo leggermente diverso rispetto alla registrazione, quindi sembra più viva.
Ci sono brani che trasmettevano una certa atmosfera in studio, ma che, una volta suonati dal vivo, hanno rivelato una potenza o un impatto che forse non avevate nemmeno immaginato?
Ben: “Dream of Me” è un brano scritto in studio e per lo studio, ma dal vivo sembra completamente diverso; la batteria lo trascina in avanti e tutti si sincronizzano con il groove. È fantastico sapere che alcuni dei brani meno conosciuti abbiano una vita propria altrove.
I Cocteau Twins sono sempre stati paragonati al vostro sound. Penso che Liz Fraser sia ancora un’ influenza importante per Dottie, ma mi ha colpito anche leggere della tua ammirazione per Adrianne Lenker. Mi piacerebbe sapere cosa hai “imparato” da Adrianne o quale aspetto dello stile di Adrianne cerchi di portare nei Deary, se ce n’è uno, ovviamente…
Dottie: Adoro Adrianne Lenker. Il suo modo di scrivere canzoni è così accattivante e magico. In particolare, adoro il modo in cui ripete le melodie (voce e chitarra). Ti trascina nel suo mondo e prima che te ne accorga, ti ritrovi a piangere, a sorridere o a provare euforia. Ho imparato molto dalle sue folli accordature di chitarra, che uso per tormentare Ben.
Immagino che il percorso che avete intrapreso con Nat e la sua Sonic Cathedral sia stato un’esperienza meravigliosa e appagante per voi, ma ditemi… quanto è stato emozionante il tuo primo incontro con Simon e la sua Bella Union?
Ben: Sia Nat che Simon sono stati fondamentali per la nostra crescita. Quando abbiamo incontrato Nat per la prima volta, più di cinque anni fa, non ci consideravamo affatto degli artisti. Non avevamo alcun punto d’appoggio. Nat ci ha fatto credere in noi stessi, aiutandoci a capire che ciò che creiamo era abbastanza prezioso da essere ascoltato, mentre Simon e la Bella Union ci hanno dato la fiducia di cui avevamo bisogno per spingerci ancora oltre e renderci conto che siamo artisti con una
voce e uno scopo.
Dottie: Eravamo così nervosi la prima volta che abbiamo incontrato Simon. Era una serata piovosa nel centro di Londra e non riuscivamo a credere che stessimo per incontrare uno dei nostri eroi. Ci ha subito messi a nostro agio e sembrava sinceramente entusiasta della nostra musica. Ci ha davvero aiutate a capire l’ industria musicale e ci ha sostenuti anche in tanti altri modi.
Grazie ancora, ragazze, per il vostro tempo. Vi lascio questo ultimo spazio per dire quello che volete ai lettori che verranno a vedervi ai vostri due concerti in Italia…
Dottie: Grazie per aver ascoltato il nostro album! Non vediamo l’ora di suonare per voi x
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