Scontri e feriti in piazza Libertà: da Fedriga al Pd, condanna bipartisan
7 novembre 2026 – ore 16:30 – Una condanna che attraversa tutto l’arco politico, dal centrodestra al centrosinistra fino al Movimento 5 Stelle e al Terzo Polo. Dopo gli scontri della scorsa sera in piazza Libertà a Trieste, che hanno visto tre poliziotti finire al pronto soccorso, è unanime la solidarietà alle forze dell’ordine, anche se le letture politiche dei fatti restano distanti.
La tensione è esplosa durante la manifestazione, dichiaratamente legata alla tragica morte di due giovani in un incendio in Porto Vecchio, quando un gruppo ha tentato di occupare l’ex mercato di via Flavio Gioia. Il bilancio è di tre agenti feriti: il vicario del questore Leonardo Boido, colpito alla tempia da un ordigno, il primo dirigente Massimiliano Ortolan, raggiunto a una gamba da una pietra, e un agente del Reparto mobile aggredito dopo che gli era stato sollevato lo scudo. Colpiti anche alcuni giornalisti presenti per documentare i fatti.
Il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso “totale solidarietà” agli agenti: “Attaccare i servitori dello Stato è semplicemente inconcepibile e non tollerabile in uno Stato democratico”. Fedriga ha poi rivolto un appello a forze politiche e associazioni per fermare le “continue tensioni che alimentano il fuoco ormai scoppiato”.
Sul fronte opposto, la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti ha parlato di “ferma condanna degli atti di violenza”, sostenendo che chi li ha organizzati “è fuori dalla dialettica civile” e che i reati vanno perseguiti. Il disagio sociale, ha aggiunto, va posto con metodi pacifici, non con “cortei non autorizzati” o “assedi alla questura”. Conti ha però accusato esponenti del centrodestra di soffiare sul fuoco per “intossicare la campagna elettorale”, attribuendo le risposte mancate a chi governa “da Trieste a Roma”.
Il consigliere regionale della Lega Giuseppe Ghersinich, che ha ricordato di aver anch’egli “indossato la divisa”, ha chiesto “tolleranza zero” e l’identificazione dei responsabili. I consiglieri di Forza Italia Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco hanno sottolineato che manifestare è un diritto, ma lanciare petardi contro le forze dell’ordine “non è protesta ma violenza”.
Netta anche la posizione del coordinatore provinciale M5S Paolo Menis: la violenza “non può mai essere giustificata”, ma condannarla, ha precisato, non significa tacere le ragioni di chi chiede una soluzione al problema dell’accoglienza. Per Menis anche il rifiuto di Comune, Regione e Governo di offrire un tetto provvisorio è “una violenza”.
Complimenti alle forze dell’ordine e auguri ai feriti anche da Francesco Cervesi, candidato sindaco del Terzo Polo (Azione, Pld, Ora): “L’emergenza rimane”, ha ricordato, rivendicando una soluzione già “sul tavolo” e invitando gli altri a presentare alternative concrete.
Infine sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con una nota, riportata da Adnkronos: “‘Ho sentito al telefono Leonardo Boido, vicario della questura di Trieste, ferito ieri sera durante le intemperanze dei soliti teppisti, per esprimere la mia personale solidarietà a lui e agli altri poliziotti coinvolti. Nonostante quanto accaduto, è già pronto a tornare al lavoro: un esempio concreto di professionalità e senso del dovere, propri di chi svolge il suo lavoro. Nulla può giustificare un’aggressione alle forze dell’ordine. Su questo non possono esserci ambiguità. Alle donne e agli uomini in divisa va la gratitudine mia e del governo. Rinnovo loro anche l’impegno, mio personale e del governo, a garantire, ogni giorno, sostegno e protezione concreti. Lo faremo a partire dai lavori parlamentari di approvazione della legge di bilancio, disposti a sostenere ogni possibile riconoscimento al loro prezioso contributo alla nostra democrazia”.
Articolo di Luigi Putignano




