Lazio

disoccupato dopo la chiusura dell’azienda

Un’azione collettiva di resistenza sociale e solidarietà istituzionale ha fermato la procedura d’emergenza abitativa nel quartiere Nuovo Salario.

Questa mattina, in Piazza Vinci, un fitto presidio di cittadini, giovani del territorio, forze politiche e sindacali ha impedito l’esecuzione dello sfratto di Nicola, 48 anni, rimasto senza occupazione a seguito del fallimento e della progressiva chiusura della società di sua proprietà, e da tempo affetto da una grave malattia.

L’uomo, vittima della crisi economica, dal 2023 non è stato più in grado di sostenere i canoni di locazione, accumulando una morosità incontestata di decine di migliaia di euro.

Foto Enzo Foschi

Istituzioni di prossimità in prima linea

A differenza di altre vicende di sfratto moroso, la mobilitazione ha visto la partecipazione diretta ed esplicita dei vertici del Municipio Roma III. Guidata dal Presidente Paolo Marchionne, una delegazione del governo locale si è schierata fisicamente al presidio di Piazza Vinci insieme agli assessori Luca Blasi, Maria Romano, Paola Ilari e Matteo Zocchi, affiancati da diversi consiglieri municipali.

Guadagnare tempo per una soluzione dignitosa

L’intervento congiunto del territorio e delle istituzioni ha permesso di ottenere dai referenti della procedura e dalle forze dell’ordine il rinvio dello sfratto. Un rinvio fondamentale per prendere tempo e consentire ai servizi sociali del Municipio e alla rete di supporto territoriale di individuare un’alternativa abitativa idonea per il quarantottenne, restituendo dignità a una parabola personale segnata dalla perdita del lavoro e della casa.

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