Liguria

Dirigenti in Regione, la giunta Bucci ritocca la riforma dopo la bocciatura della Corte dei conti


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Genova. La giunta Bucci corre ai ripari e mette mano alla riforma della dirigenza dopo la bocciatura arrivata dalla Corte dei conti in sede di giudizio di parifica del rendiconto generale. Il segretario generale e il direttore generale di coordinamento faranno parte della dotazione organica dell’ente, come indicato dalla magistratura contabile, e la retribuzione sarà quella prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dirigenziale. È quanto prevede il disegno di legge approvato oggi in consiglio regionale.

La riforma, duramente contestata dall’opposizione, prevedeva l’istituzione di una figura nuova alle dirette dipendenze del presidente della giunta, il responsabile dell’attuazione del programma di governo (per questo ruolo è stato nominato Antonino Minicuci, ex segretario generale del Comune di Genova), un capo di gabinetto e una direzione generale di coordinamento alla quale si riferiscono le direzioni generali.

Il procuratore regionale Silvio Ronci aveva bocciato  le poste di bilancio relative alla retribuzione del segretario generale Pietro Paolo Giampellegrini, chiedendo alla sezione di controllo di sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla riforma Bucci. Anzitutto perché “nessuna delle quattro figure indicate trova collocazione all’interno della dotazione organica dell’ente” e questo non sarebbe ammesso in particolare per il segretario generale e per il direttore generale di coordinamento (Paolo Bordon).

La scelta di personale “fuori ruolo”, secondo la Cassazione, sarebbe consentita “esclusivamente per soddisfare esigenze specifiche e temporanee che non possono essere fronteggiate attingendo alle strutture ordinarie”. Per questo, secondo la Procura contabile, la norma era illegittima e di conseguenza sarebbe stata illegittima la spesa di 304mila euro per la retribuzione di Giampellegrini.

Con la nuova formulazione, il segretario generale e il direttore generale di coordinamento entrano nella dotazione organica dell’ente. E il trattamento economico sarà costituito dal trattamento tabellare e dal relativo trattamento accessorio come previsto dal contratto collettivo nazionale. Il vecchio testo invece stabiliva un “trattamento onnicomprensivo annuo” per la prima figura e in entrambi i casi una premialità del 30% in caso di valutazione positiva della performance. Nessuna modifica per gli altri incarichi introdotti dalla riforma, il responsabile dell’attuazione del programma di governo e il capo di gabinetto.


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