63 evasori fiscali totali scoperti dalla Finanza di Ancona, nascosti guadagni per 2,5 milioni
ANCONA – Colf e badanti: 63 evasori fiscali totali scoperti dalla Finanza di Ancona, nascosti guadagni per 2,5 milioni. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona hanno eseguito un’articolata operazione culminata in un sistematico piano di interventi ispettivi in materia di omesse dichiarazioni dei redditi. L’attività è stata specificamente orientata all’individuazione di fenomeni di evasione totale nel settore del lavoro domestico. I mirati controlli economico-finanziari hanno interessato numerosi soggetti operanti quali collaboratori e assistenti familiari (colf e badanti), nonché assistenza sanitaria a anziani ricoverati in strutture ospedaliere nell’intero territorio del capoluogo dorico.
L’indagine
In particolare, l’azione di servizio è stata sviluppata valorizzando le risultanze informative derivanti dall’incrocio delle banche dati in uso al Corpo con gli elementi acquisiti in sinergia con gli Enti previdenziali operanti sul territorio.
Tale attività di intelligence ha consentito di selezionare le posizioni di numerosi collaboratori domestici, i quali, a fronte di regolari rapporti d’impiego, non hanno presentato la prescritta dichiarazione dei redditi. Avendo percepito compensi annui superiori alla soglia di esenzione prevista dalla normativa fiscale (no-tax area), i soggetti controllati si sono configurati, ai fini tributari, quali veri e propri evasori totali, avendo occultato al Fisco l’intero reddito conseguito.
I numeri
L’attività ispettiva sinora eseguita dai militari del Gruppo Ancona ha consentito di individuare 63 collaboratori domestici qualificabili quali evasori totali nel comune di Ancona. I controlli economico-finanziari hanno appurato come i soggetti ispezionati abbiano omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni dei redditi ai fini IRPEF per le annualità comprese tra il 2020 e il 2024. Tale condotta illecita ha permesso di occultare al Fisco elementi positivi di reddito per un ammontare complessivo di circa 2 milioni e mezzo di euro.
Sotto il profilo investigativo, è emerso che gran parte dei soggetti ispezionati – molti dei quali di origine straniera – ascrivibili a una fascia anagrafica compresa tra i 25 e i 60 anni, ha tentato di giustificare il sistematico inadempimento tributario richiamando asserite prassi diffuse nel settore lavorativo di riferimento o presunte indicazioni verbali ricevute da terzi. Altri controllati hanno invece addotto, quali elementi di esimente, il complesso scenario della crisi geopolitica internazionale e i conflitti bellici globali; motivazioni che, tuttavia, si appalesano del tutto prive di pregio giuridico e inidonee a sanare l’integrale omissione degli obblighi dichiarativi. L’efficacia dell’azione ispettiva è peraltro confermata dalle Fiamme Gialle di Ancona: l’87% dei soggetti verificati, a seguito dei rilievi formulati dai militari, ha già attivato le procedure di definizione con l’Amministrazione Finanziaria per regolarizzare la propria posizione, mediante la presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali.




