Vibo, la Littorina rinasce tra sport e natura: ciclovia con vista sul Mediterraneo. Ma ora serve valorizzarla FOTO | VIDEO
Tra sport e natura, a Vibo c’è la nuova pista ciclabile sul vecchio tracciato della Littorina. Un percorso che unisce storia, paesaggio e attività all’aria aperta. Il vecchio tracciato della Littorina rappresenta un patrimonio del territorio vibonese, un luogo dove riscoprire il piacere di camminare, fare sport e immergersi nella natura.
Un luogo incontaminato con vista sul Mediterraneo
Una risorsa per gli amanti della bicicletta, un itinerario per chi ama passeggiare, un’occasione per vivere il territorio in modo sostenibile, un angolo da riscoprire e valorizzare, tra memoria e bellezza. La storia che incontra la natura, il passato che si apre a nuove possibilità.
Un progetto da 1,4 milioni: ma occorrono altre risorse per rendere funzionale tutta l’area
Un progetto da 1,4 milioni con fondi PNRR reperiti dall’ex assessore ai lavori pubblici del comune di Vibo Giovanni Russo all’epoca dell’amministrazione Limardo. Lavori che poi sono stati completati dall’amministrazione in carica guidata dal sindaco Romeo. L’opera ancora non è stata consegnata al Comune, manca ancora qualche dettaglio. Il percorso ciclopedonale si snoda per circa 2 km e parte dalla zona dell’ex hotel San Leonardo fino ad arrivare nei pressi di Pizzo. E’ una terrazza sul Mediterraneo con vista su Vibo Marina, Pizzo, il golfo di Sant’Eufemia e lo Stromboli. E’ un’opera che può rappresentare un volano turistico importante, ma bisogna fare in modo di creare le condizioni per arrivare sul percorso in sicurezza (da contrada Sughero fino all’inizio della ciclovia). Un percorso naturalistico per grandi e piccini, per residenti del luogo e turisti. Un percorso che ora attende solo di essere valorizzato nel migliore dei modi.
La polemica tra assessori ai Lavori Pubblici: l’attuale Monteleone e il precedente Russo
“Ho letto il post dell’ex assessore ai Lavori pubblici sulla ciclovia della Littorina e lo considero un’occasione per fare chiarezza, riportando la discussione sul terreno dei fatti, senza alimentare polemiche personali. Nei miei video e negli articoli pubblicati sui quotidiani online mi sono limitato a comunicare un fatto concreto: i lavori della ciclovia della Littorina sono stati completati. Non ho rivendicato – sottolinea l’assessore Salvatore Monteleone – la paternità del progetto, né mi sono attribuito il merito di aver ottenuto i finanziamenti o di aver appaltato le opere. Non ho mai sostenuto che tutto sia cominciato con l’Amministrazione Romeo. Per questo, non comprendo perché una comunicazione sul completamento dei lavori debba essere trasformata in una polemica sulla propaganda e sull’onestà intellettuale. Ottenere un finanziamento, predisporre un progetto e appaltare i lavori è fondamentale, ma non significa aver già realizzato un’opera. Esiste una fase successiva, altrettanto importante: mettere a terra i finanziamenti, seguire l’esecuzione dei lavori giorno dopo giorno, affrontare le difficoltà che possono presentarsi nei cantieri e arrivare al completamento dell’intervento, rendendolo concretamente fruibile ai cittadini. È questa anche la responsabilità che ho assunto come assessore ai Lavori pubblici dell’Amministrazione Romeo: lavorare affinché i cantieri ereditati arrivassero al traguardo e i progetti diventassero opere reali. Completare i lavori, vigilare sull’esecuzione e portare a conclusione gli interventi non è un passaggio automatico né secondario, ma una parte essenziale dell’azione amministrativa. Riconoscere il lavoro di chi ci ha preceduto non significa dover rinunciare a raccontare quello che facciamo noi. Le amministrazioni si susseguono, ma la città è una sola e il risultato finale appartiene ai cittadini. Quanto ai miei video e ai miei articoli, il loro obiettivo è informare la comunità sullo stato delle opere pubbliche, documentare l’avanzamento dei cantieri e comunicare quali interventi sono stati completati e quali sono ancora in corso. Informare i cittadini è un dovere istituzionale, non propaganda. I cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato dei lavori, l’impiego delle risorse pubbliche e i risultati che vengono consegnati al territorio.
Nel suo post, l’ex assessore afferma che “completare i lavori è importante”. Sono pienamente d’accordo. Proprio per questo, mi chiedo perché comunicare che un’opera è stata completata debba diventare motivo di critica, anziché essere riconosciuto come un risultato positivo per la città. La ciclovia della Littorina non appartiene a una parte politica, ma a tutti i vibonesi. La sua realizzazione è il risultato di un percorso che comprende finanziamenti, progettazione, appalto ed esecuzione: fasi diverse, con responsabilità diverse, che meritano di essere riconosciute senza tentare di attribuire a qualcuno l’esclusiva del risultato. Continuerò a svolgere il mio ruolo e a raccontare con trasparenza il lavoro dell’Amministrazione Romeo, rivendicandone la forza e l’impegno di ogni giorno e la responsabilità di ciò che abbiamo portato a termine per l’intera cittadinanza. La politica non deve essere una competizione per contendersi i meriti, ma un impegno concreto per far crescere la nostra città. Le polemiche passano, le opere realizzate restano”.
Il post di Russo
“La Littorina: i fatti, non la propaganda. Le fotografie conservano la memoria. E questa era la Littorina quando abbiamo deciso di intervenire: niente passerelle, niente inaugurazioni. Solo problemi da risolvere, fondi da reperire e procedure da portare avanti. I finanziamenti – ha scritto Giovanni Russo sui social – sono stati ottenuti, la progettazione affidata, i lavori appaltati e avviati. Tutto già fatto quando altri erano alla finestra. Lo diceva la Relazione PNRR già nel 2021:
“Recuperare il vecchio tracciato della Littorina, per realizzare un percorso ciclo-pedonale, non solo è un’ottima occasione per ritrovare un segno identitario della città, ma è l’opportunità di collegare Vibo Valentia a Pizzo Calabro, con un percorso interdetto alle auto, a quota 500 m slm, con panorama mozzafiato”.
Completare i lavori è importante. Ma tagliare il nastro non significa aver costruito l’opera. Senza il lavoro svolto a monte, oggi non ci sarebbe nulla da inaugurare. È una questione di onestà intellettuale che a qualcuno evidentemente manca”.
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