«Se questi soggetti non vanno in galera o rimpatriati si frantumano coesione sociale e fiducia nella giustizia» – Cronache Fermane
«Quanto accaduto questa mattina in via Elpidiense non è solo un fatto di sicurezza urbana. È una questione di politica giudiziaria. Per la terza volta in una manciata di giorni, giovedì scorso, ieri pomeriggio sulla Statale e oggi, verosimilmente gli stessi nordafricani si sono resi protagonisti di un folle inseguimento tra auto, stavolta coinvolgendo anche due nostre concittadine, trovatesi per caso a transitare nello stesso tratto di strada di questi delinquenti, a cui mando il più sincero augurio di pronta guarigione e tutta la vicinanza della nostra comunità per quanto accaduto». Parole durissime quelle usate dal sindaco di Porto Sant’Elpidio, Massimiliano Ciarpella, nel commentare il fatto di cronaca che ha segnato la città questa mattina.
Secondo il primo cittadino «si tratta di soggetti gravati da una serie interminabile di reati, che alla nostra comunità portano solo insicurezza, degrado e violenza. Per un’assurdità solo italiana, continuano a circolare a piede libero dopo ogni nefandezza. Rischiando di annoiare, ripeto quando detto già per altri delinquenti, italiani e stranieri, egualmente protagonisti di ripetuti crimini. Se questi soggetti non vanno in galera e vi restano, o non vengono rimpatriati nei loro paesi di origine, si frantumano la nostra coesione sociale e la fiducia nella giustizia. Se alle forze dell’ordine non si consente di agire in modo più incisivo, si legittima il senso di impunità di questi delinquenti e si vanifica il lavoro esemplare di poliziotti, carabinieri e finanzieri, quotidianamente mortificati nel loro compito di portare sicurezza nelle nostre città. Possiamo parlare all’infinito di decoro urbano, sicurezza partecipata, presidi fissi o mobili, incremento di forze dell’ordine, di telecamere e altri temi importanti, ma il tema cruciale è unicamente questo. Se un delinquente commette dieci reati e dopo essere stato prontamente rintracciato e fermato non va mai in galera, il messaggio che passa è devastante: puoi fare quello che vuoi. A pagare saranno sempre gli altri. Io alle forze dell’ordine dico grazie. Fanno un lavoro eroico e in condizioni difficilissime. Fino a quando in Italia non andrà in galera chi delinque per mestiere, ogni discussione su sicurezza e decoro è ipocrita».
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