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Elezioni Serbia, Vucic riconosce la sconfitta: “Abbiamo perso”

Serbia, Vucic riconosce la sconfitta: “Abbiamo perso le elezioni”. Esultanza in strada: “Agli Studenti il 52% dei voti”

Svolta per le elezioni politiche in Serbia: Aleksandar Vucic ha riconosciuto la sconfitta. Lo ha fatto in diretta tv su Rts, dichiarando che il suo partito Serbia Unita “ha perso le elezioni“. La sua Serbia Unita avrà fra 100 e 105 seggi mentre la Lista degli Studenti ben 130, ben oltre i 126 necessari per governare. Scene di esultanza in strada. Vucic ha detto che ora “continuerà la lotta dall’opposizione” e che dimostrerà che gli studenti hanno fatto una campagna “scorretta e piena di menzogne” e che non farà nessuno sconto dall’opposizione. “Riconosco la vittoria degli studenti”, ha detto, “nessuno fuggirà dalla Serbia per questo”. Secondo le prime proiezioni diffuse dall’emittente pubblica Rts mentre Vucic sta parlando, la Studentsksa Lista ha ottenuto il 52% dei voti, percentuale che dovrebbe fruttargli 138 seggi sui 250 di cui è composto il Parlamento, oltre la soglia della maggioranza di 126 seggi, contro il 39,3% di Serbia Unita, che avrebbe così 104 seggi. Nessuna altra coalizione minore ha passato la soglia di sbarramento del 3%, a esclusione di partitini delle minoranze etniche che ne sono esenti.

La Lista degli Studenti rappresentava la sfida più grande per il Partito Progressista Serbo (Sns) dell’ex presidente Vucic. Diversi importanti partiti di opposizione hanno scelto di non candidarsi esortando i propri sostenitori a dare il loro appoggio agli studenti. Il voto anticipato di oggi è arrivato al culmine di quasi due anni di proteste studentesche scatenate dal crollo di una pensilina alla stazione ferroviaria di Novi Sad nel 2024 che causò la morte di 16 persone. Una tragedia attribuita alla corruzione diffusa in Serbia e che portò alle più grandi proteste nazionali dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000. La maggior parte dei 250 candidati della lista studentesca provengono dall’università e dal mondo delle arti, con scarsa esperienza politica. Il movimento ha un ampio programma, incentrato sull’impegno a combattere la corruzione. In campagna elettorale Vucic si è invece proposto come uno statista indispensabile, in bilico tra l’Unione Europea e la Russia. Sotto crescente pressione, ha indetto le elezioni anticipate citando “forti turbolenze sulla scena politica interna“.


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