Deepfake e robot, Italia dei soccorsi e tipicità dei territori: via a Festival delle Regioni
Tra giorni di incontri, dialoghi e dibattiti a Firenze, dal 25 al 27 ottobre
Scritto da Walter Fortini, domenica 25 ottobre 2026 alle 14:00
Reale, sintetica o manipolata? Il tema del deepfake e di come discernere il vero dal falso nella messe di informazioni, video ed immagini verosimili (ma non sempre reali) che affollano il web e i social irrompe in una mattina dal cielo sonnacchioso nella sala dal cielo di cristallo di Palazzo Strozzi Sacrati, dietro alla cupola del Brunelleschi di piazza Duomo, a Firenze, dove da oggi, domenica 25 ottobre, e fino a martedì 27 ottobre si svolgerà il Festival delle Regioni.
Un festival itinerante, che in questa quinta edizione è ospitato in Toscana. Tre giorni di incontri, eventi istituzionali, riunioni di lavoro e dibattiti con i rappresentanti di tutte le Regioni d’Italia. Un luogo di approfondimento e di dialogo, ma anche un viaggio – fisico – tra visioni di un futuro che già appartiene al presente, odori e sapori, l’arte culinaria dei territori, mostre ed esposizioni, ricerca e solidarietà.
Mentre il cielo è ancora velato e il primo vero freddo autunnale mattutino punge le mani ma si fa apprezzare sul viso, non lontano dall’Arno solcato da alcune canoe, in piazza Santa Croce già si anima la cittadella della Protezione civile, dove le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e il Dipartimento nazionale di Protezione civile per tre giorni mostreranno a cittadini, famiglie e scolaresche come funziona la macchina dei salvataggi ma anche l’importanza della cultura della prevenzione. Tra stand, tende da campo e cupole geodetiche – come quelle anche allestite in piazza Duomo – si rievocano cataclismi passati: le eruzioni dell’Etna e il suolo che si alza ed abbassa nei Campi Flegrei, il terremoto del 1976 in Friuli Venezia Giulia e l’alluvione del novembre 1966, che non fu solo quella di Firenze ma anche di Trento. Si spiega come i soccorsi si muovono nei luoghi di crisi, per salvare uomini ed animali.
Sempre in piazza Santa Croce si parla di cultura della sicurezza, tutela della salute e sani stili di vita, con medici e infermieri. Nel Paese del buon mangiare e dove cultura e cibo si mescolano non poteva mancare la cucina: protagonisti nell’arco della domenica Basilicata, Campania, Marche, Toscana, Piemonte e Molise tra sapori ed odori che si passano il testimone per l’intera giornata, dalla crema di fagioli Igp, peperoni cruschi e pecorino alle mozzarelle, dai vincisgrassi alle castagne e nocciole fino alla zuppa del tratturo al tartufo.
In piazza del Duomo, a Palazzo Strozzi Sacrati, protagoniste sono invece la trasformazione digitale, la robotica e le applicazioni più avanzate dell’intelligenza artificiale. Ad accoglierti c’è Dola, che parla e sbatte le ciglia, ammicca e ti segue con lo sguardo mentre risponde alle tue domande. Dola è un busto robotico che ha una mimica quasi umana, realizzato dalla Scuola Sant’Anna di Pisa e dal Centro Artes per il trasferimento tecnologico. C’è la fila per interloquire con lei.
Accanto, nella sala Pegaso, i visitatori sperimentano guanti sensorizzati e dispositivi per la la realtà virtuale, sviluppati dall’Università di Pisa e dall’Università di Siena assieme ad altre tecnologie utilizzabili per la sicurezza sul lavoro.
Con visori indossabili si viaggia tra i siti Unesco d’Italia e c’è il robot umanoide su ruote sviluppato ancora da Artes che cambia a mano, a seconda della presa necessaria e in base al lavoro da svolgere, e che impara addestrato non più solo con righe di codice ma con manichini, guanti e tute sensorizzate indossati dagli umani e che catturano i movimenti: quel robot, spiegano i ricercatori, è l’intelligenza artificiale che inizia a muoversi nel mondo fisico e domani potrà lavorare in fabbriche o laboratori, versatile nell’adattarsi ad ogni ambiente senza più la necessità di realizzare nastri di produzione e manipolatori industriali che hanno bisogno invece di spazi strutturati. Grandi e bambini guardano con stupore il robot mentre si muove.
Si parla di come l’intelligenza artificiale può aiutare a prevenire ed anticipare la diagnosi di malattie delle piante in agricoltura. Nei prossimi giorni ci saranno anche Abel, il robot umanoide empatico sviluppato dal Centro Piaggio e dall’Università di Pisa, i quadrupedi Anymal e Ominquad progettati per muoversi in ambienti complessi e l’avatar Alter-Ego pensato per l’assistenza sanitaria.
A Palazzo Strozzi Sacrati fin da oggi ci si può anche divertire con alcune demo (e in molti lo fanno): chattando con l’applicazione Turing Hotel con persone e agenti di intelligenza artificiale senza sapere chi è chi, cercando indizi per riconoscere la macchina, oppure con Forensic Arena a caccia di immagini false o modificate create dall’intelligenza artificiale, dove umani e agenti AI fanno squadra e ‘discutono’ tra loro.
Il discernere il vero dal falso è del resto una delle grandi sfide dell’informazione in un mondo dove l’intelligenza artificiale rende tutto più fluido e manipolabile e dove vedere non è più sufficiente per credere. Se vi trovaste davanti una foto con una grande cupola trasparente accanto alla cupola del Brunelleschi sareste sicuri che sia reale? E un personaggio politico che parla di in video? Un ritrovamento archeologico capace di fare la storia? Una città sommersa all’improvviso dalle acque?
La facilità nel creare immagini false sempre più verosimili impone una dose supplementare di controlli, attenzione e cautela. La forza del progetto presentato dall’Università di Siena e che mette a disposizione strumenti per scovare i deepfake sta nella collaborazione: la collaborazione tra università e team indipendenti, la collaborazione anche, in questo caso, tra uomo e macchina.
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