Veneto

da Sanchez alla polemica social tra socialisti e riformisti

A pochi giorni dall’assemblea che ha prorogato il mandato da segretaria di Elly Schlein, il Partito Democratico torna a confrontarsi sulle ispirazioni politiche e sul modello di partito da seguire. Sul tavolo sono finite figure internazionali e contrapposizioni interne che hanno preso forma soprattutto sui social.

Schlein ha più volte dichiarato di ispirarsi a Pedro Sanchez, sia per la politica estera — con il riconoscimento dello Stato di Palestina — sia per le scelte interne su prezzi dell’energia e lavoro. Lo stesso premier spagnolo ha risposto positivamente a un invito televisivo di Luciana Littizzetto, scrivendo sui social “Chi meglio di Elly?”.

Lo scontro tra aree è esploso in rete con un confronto diretto tra le correnti socialiste, oggi maggioritarie nel Pd, e quelle riformiste. A innescare il dibattito è stato un intervento di Paolo Gentiloni sul Corriere della Sera, rilanciato da Filippo Sensi, con l’avvertimento: “Attenti alle risposte radicali. Il rischio è sognare Mamdani e svegliarsi con Melenchon”.

Arturo Scotto ha replicato pubblicamente a Sensi, sostenendo tatto diverso e affermando che «a furia di sognare Macron si finisce a Le Pen». Sensi ha risposto richiamando il nome di Raphael Glucksmann: “Io tifo Glucksmann e i socialisti”, ha scritto, chiedendo a Scotto se fosse sulla stessa linea. Scotto ha ribadito di collocarsi con il suo partito e con i socialisti europei, definendo Glucksmann come un’operazione vicino al macronismo e invitando a non demonizzare Jean-Luc Mélenchon, che — ha ricordato — è stato ministro socialista e rappresenta giovani e periferie, potendo arrivare al ballottaggio.

Al dibattito online si è poi aggiunto l’ex ministro Andrea Orlando, che ha pubblicato una foto di Bernie Sanders rivolto a una folla numerosa e ha richiamato il modello di coalizione sociale promosso dal senatore americano. Orlando ha spiegato che Sanders “chiama a raccolta una coalizione sociale che riorganizza gli schieramenti politici” e ha sottolineato il tema dello spostamento di ricchezza verso l’élite come elemento centrale della sfida politica, sostenendo che la sinistra europea debba affrontare il rapporto con le oligarchie.


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Il confronto nelle ore successive ha evidenziato divisioni nette tra le anime del Pd su orientamento internazionale e strategia politica interna, con riferimenti che spaziano da Sanchez a Mamdani, da Macron a Sanders e avvertenze sul rischio di scivolare verso figure come Le Pen o Mélenchon.


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