Molise

Manolo Sacco contro tutti: “Saia incoerente”. E sulle comunali di Isernia: “Di Baggio romperà il centrodestra”. – isNews

Il sindaco di Pescolanciano: “Provincia immobile, presidente in balia del centrosinistra”. Critiche anche a Forza Italia: “Non lavora per l’unione”


di Giuliano Vacca

ISERNIA. Un fiume in piena. Manolo Sacco, sindaco di Pescolanciano e campione di preferenze in Provincia di Isernia, ha rotto il silenzio in cui si era rifugiato per settimane e ha puntato il dito contro Daniele Saia e contro il suo vecchio partito Forza Italia. Del primo contesta il cambio di atteggiamento, del secondo una serie di scelte a suo avviso personalistiche.

In un post su Facebook, a cui è seguita una lunga intervista telefonica, ha raccontato di essere stato ‘sfrattato’ dall’ufficio di consigliere delegato alla viabilità dell’ente di Via Berta. “Immaginavo che non sarei stato riconfermato – ci spiega – ma mi aspettavo almeno una comunicazione. Prima io e il presidente Saia ci sentivamo costantemente ma stavolta non mi ha informato neanche tramite un sms”. Un messaggio però lo avrebbe lasciato proprio il sindaco di Pescolanciano tramite un post-it sulla scrivania con il quale simpaticamente richiama un vecchio rapporto di amicizia.

Sacco nella precedente consiliatura aveva lavorato al fianco di Saia, ne aveva addirittura sostenuto la candidatura di fatto ‘tradendo’ il centrodestra: “Il presidente – dice – ha sempre tessuto le lodi per il mio lavoro, e lo ha fatto anche il giorno delle votazioni davanti ai giornalisti, ma stavolta nonostante io sia anche risultato primo degli eletti non mi nominerà nel suo esecutivo. I piatti sul tavolo sono 3, mentre gli appetiti di accontentare sono 5”.

I piatti sarebbero le deleghe: vicepresidenza, viabilità, infrastrutture scolastiche; gli appetiti, invece, sarebbero le aspirazioni dei consiglieri Candido Paglione, Anna Ferreri, Sara Ferri, Giuseppe Centracchio e di uno tra Amalia Gennarelli e Mauro Cacciavillani. “Dopo 4 mesi abbiamo una provincia immobile: senza deleghe, senza commissioni e con un presidente che non va mai. Solo uno degli uffici non è ancora liberato – spiega Sacco – e chissà perché. E poi uno dei consiglieri di centrosinistra usa la fascia istituzionale impropriamente. Saia, secondo me, non sa come uscirne e tentenna. Io sicuramente sarò intransigente e nel primo consiglio utile gli farò notare tutto, a cominciare dal fatto che in quella che lui ritiene maggioranza ha un elemento di centrodestra: Anna Ferreri eletta grazie ai voti di Roberto Di Baggio”.

E a proposito del vicepresidente e assessore regionale: “Di fatto in Forza Italia a Isernia e provincia comanda lui, quando fino a poco fa era minoranza interna. Avrà stappato dopo le mie dimissioni”. Sostanzialmente Sacco afferma di aver fatto più tessere dell’ex collega di partito: “Tutte le persone inserite nel direttivo, quando io sono stato eletto segretario provinciale, erano mia espressione. Durante il mio mandato, inoltre, si era instaurato un bel rapporto di collaborazione con i coordinatori degli altri gruppi di centrodestra”. In particolare, precisa, con il vertice isernino di Fratelli d’Italia Desio Notardonato: “Con lui stavamo lavorando alla coesione del centrodestra in vista delle Comunali d’Isernia.

Dopo le mie dimissioni da segretario di FI la linea è cambiata”. Sacco, oggi politicamente legato al lavoro dell’assessore regionale all’agricoltura Salvatore Micone, ha notato come quello azzurro sia l’unico partito che non ha ancora dato l’ok alla candidatura unitaria di Luca Iorio, e per egli non sarebbe un caso: “All’ultimo tavolo provinciale di coalizione, Forza Italia ha fatto parlare attori che recitavano avendo un copione tasca. E dietro quella recita c’è un’intenzione chiara: ‘sfasciare’”. In sintesi: se una parte di centrodestra lavora a una candidatura unitaria e civica, dall’altra ci sarebbe un’ala che vola in direzione contraria.


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