Friuli Venezia Giulia

Cividale, la svolta parte da Pesaro


Mentre prendiamo atto che in questa Serie A2 ci sono partite che terminano con uno scarto di quasi 50 punti, per ciò che riguarda Cividale partiamo da una considerazione (relativamente) positiva: la battuta d’arresto di Pesaro è diversa dalle altre. Cioè ci può stare per la caratura di un avversario a punteggio pieno, per aver giocato in un ambiente carico ed entusiasta e, soprattutto, per le modalità con cui è arrivata, lottando su ogni pallone fino alla sirena finale. Con la bella conferma che l’arrivo di Baldi Rossi è stata una scelta di buon senso.

Quello che ci è rimasto negli occhi sabato scorso contro Avellino era tutt’altro film, una specie di pellicola horror, proprio come con Forlì all’esordio e in parte a Torino. Una squadra che ha smarrito la sua anima storica, abbiamo scritto: una situazione che va oltre i problemi tecnici e tattici, i quali hanno comunque avuto il loro peso. E ora, per paradosso, diventa obbligatorio ripartire da quest’ultima sconfitta, prendendo quello che di buono c’è stato.

Una sintetica analisi di questa crisi (passeggera o meno, lo vedremo) non può che iniziare dal mercato estivo del club ducale. I risultati fin qui dicono che l’operazione di ringiovanimento è stata troppo spinta, con molte scommesse su ragazzi esordienti: prospetti interessanti, ma allo stesso tempo tutti lontani dal talento di un Marangon o di un Francesco Ferrari. L’unico innesto già “pronto” era Vecchiola, al quale però (nonostante sia l’unico play) l’allenatore non ha quasi mai concesso in questo inizio di stagione una delega piena per guidare la squadra. Parliamo, per intenderci, della stessa centralità e fiducia incondizionata di cui ha bisogno anche Redivo per dare il meglio di sé. Non era pensabile che, pronti via, Mobio, Tió o Bottelli si prendessero sulle spalle la squadra. Insomma, dopo l’uscita di capitan Rota la leadership è stata latitante e il gruppo, che ha una struttura ancora tenera e inesperta, si è sciolto alle prime difficoltà.

Ora, dopo la reazione d’orgoglio di Pesaro, diventa superfluo affermare che sabato, contro l’Urania Milano dei Gentile brothers, la vittoria è l’unica opzione possibile.


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