Umbria

Fine vita, approva la legge regionale. Presidente Bistocchi e Vice-Presidente Bori:


La compattezza del centrosinistra e il profilo basso, con tanto di accettazione di alcuni emendamenti dell’opposizione (Pernazza di Forza Italia), per portare a casa la legge regionale sul Fine Vita in nome della lotta di Laura Santi e forte di quasi 5mila firme, reca la firma su una strategia anche di un asse consolidato, peruginissimo, di governo ma senza dimenticare che il cuore batte a sinistra: ovvero il vice-presidente della Giunta regionale, Tommaso Bori, e la presidente dell’Assemblea regionale Sarah Bistocchi. Hanno lavorato insieme ai proponenti, hanno messo in sicurezza anche la figura della Presidente Proietti – una moderata con ottimi rapporti con i “santi” francescani di Assisi – e non hanno detto una parola per non avvelenare il clima sulla presa di posizione di Umbria Domani, l’alleato civico-catto-moderato, che già da ieri con una nota politica faceva intravedere un voto non in linea della propria consigliera regionale che infatti ha votato contro. Ma il risultato è stato portato a casa anche con tre astensioni dal centrodestra.

La presidente Bistocchi ha reso omaggio a Laura Santi per la sua battaglia e per quel suo appello che ha portato a questo risultato: “Il ‘suicidio medicalmente assistito’ – ha commentato Sarah Bistocchi – non è una barbarie, ma una scelta precisa di civiltà e di dignità. E l’insegnamento principale è proprio quello delle parole di Laura Santi, simbolo e volto di questo lungo percorso, che nella sua ultima lettera ci ha ricordato che ‘la vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a 100 anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro’. Oggi – continua la Presidente – l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono in condizioni di sofferenza estrema”.

Poi è entrata nel merito della proposta spiegandone l’importanza e affermando che è uno strumento in più a disposizione dei cittadini: “Con questo provvedimento abbiamo fornito uno strumento in più alle famiglie, ma anche al personale sanitario che si trova di fronte a situazioni a volte complesse. Con la nostra legge, insieme a quelle delle Regioni che l’hanno approvata e l’approveranno, colmiamo un grave vuoto normativo nazionale. Che la pagina dell’Umbria, come quella di Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna e Veneto, possa essere presa ad esempio da un governo nazionale che su questo, in cinque anni, non ha saputo dire e produrre nulla”.

Il Vice Presidente della Giunta Tommaso Bori: È una conquista di civiltà, di libertà e di dignità. Grazie Laura.

“Oggi l’Umbria compie un passo importante: approviamo la legge regionale sul fine vita. È una conquista di civiltà, di libertà e di dignità. E porta con sé il nome, la voce e il coraggio di Laura Santi. Giornalista, attivista dell’Associazione Luca Coscioni, Laura ha combattuto per anni contro la sclerosi multipla, ma anche contro gli ostacoli burocratici e l’indifferenza, chiedendo che fosse riconosciuto un diritto fondamentale: poter scegliere, nelle condizioni previste dalla legge, come affrontare la fase finale della propria vita”, ha ribadito Tommaso Bori nel giorno del voto a favore della legge regionale sul Fine Vita, ricordando in primis il ruolo di Laura Santi che poco prima di scegliere la morte assistita ha lanciato un appello con cui chiedeva alle istituzioni di non arretrare sui diritti e di non lasciare sole le persone che soffrono”.

 

“Quelle parole non potevano cadere nel vuoto. Grazie all’Associazione Luca Coscioni, a chi ha continuato a portare avanti la sua battaglia e alle cittadine e ai cittadini che l’hanno sostenuta, quella richiesta è diventata iniziativa politica. La proposta di legge popolare Liberi Subito, sostenuta da 4.801 firme raccolte in Umbria, è arrivata in Consiglio regionale. Oggi trasformiamo quella mobilitazione in una risposta concreta. Questa legge non impone a nessuno una scelta e non mette in discussione il valore della vita. Riconosce la libertà e la dignità delle persone, garantendo procedure chiare e tempi certi a chi chiede di poter decidere autonomamente. Così come stabilito dalla Corte Costituzionale e come già normato non solo in Toscana ed Emilia-Romagna, ma anche recentemente in Veneto”.

Conclude Bori: “È un passo importante per l’Umbria, un impegno di civiltà e di responsabilità. Perché rispettare la vita significa anche riconoscere a ogni persona il diritto di affrontarla, fino alla fine, con dignità, consapevolezza e libertà”.


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