Commercio nei centri storici, la Camera approva la legge: ora tocca al Senato

La Camera dei deputati ha approvato giovedì (22 ottobre) la proposta di legge “Istituzione e disciplina delle zone del commercio nei centri storici”, che ora passa all’esame del Senato. Confcommercio della provincia di Rimini accoglie positivamente il voto, chiedendo che l’iter parlamentare si concluda con l’approvazione definitiva del testo.
Il provvedimento permetterebbe ai comuni di individuare aree di valore storico, culturale, paesaggistico e commerciale dove introdurre regole sulle tipologie di attività, sulle distanze tra esercizi e sugli orari, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio urbano e favorire un’offerta coerente con i luoghi.
“Accogliamo con favore il percorso legislativo che punta a dare ai Comuni maggiori strumenti per regolamentare le attività commerciali nei centri storici. È una direzione che Confcommercio della provincia di Rimini sostiene da tempo: qualità dell’offerta, identità e vivibilità urbana sono decisive per il futuro delle città. Il via libera della Camera è un segnale importante. Ci auguriamo che l’iter parlamentare si concluda positivamente, mettendo a disposizione delle amministrazioni strumenti concreti”, dichiara Giammaria Zanzini, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini.
Il documento “La città che cambia”
Zanzini collega l’approvazione alla Camera alle proposte già avanzate dall’associazione: “È un’impostazione che riprende le proposte del nostro documento ‘La città che cambia – Proposte per la salvaguardia del tessuto commerciale di prossimità’, condiviso con le amministrazioni della provincia. Chiediamo da tempo una programmazione che favorisca qualità, pluralismo dell’offerta, permanenza delle attività identitarie e investimenti qualificati. Non vogliamo frenare l’iniziativa imprenditoriale, ma consentirle di svilupparsi in modo equilibrato, nel rispetto delle peculiarità dei territori e contribuendo alla loro valorizzazione”.
A sostegno dell’urgenza di intervenire, Confcommercio cita i dati del proprio studio “Città e demografia d’impresa”: dal 2012 al 2025 in Italia sono venuti meno 112.497 esercizi commerciali, una media di 22 al giorno, con un calo del 13,8%.
“Non sono soltanto saracinesche abbassate: sono servizi, relazioni e presìdi di sicurezza che scompaiono. Il commercio è economia, ma anche identità, accoglienza e qualità della vita. Quando botteghe e negozi di vicinato lasciano spazio a un’offerta omologata e ripetitiva, i centri storici perdono attrattività. Il problema riguarda tutti: difendere l’autenticità significa investire sul futuro, anche turistico. Chi ci visita cerca luoghi curati, esperienze autentiche e servizi di qualità: non possiamo migliorare la nostra offerta turistica senza migliorare anche la qualità commerciale e urbana”, aggiunge Zanzini.
Il ruolo dei comuni
Per il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, la nuova normativa potrebbe rafforzare le strategie di rigenerazione urbana, anche attraverso gli hub urbani e di prossimità previsti dalla legge regionale. “Se la legge sarà approvata, le amministrazioni non avranno più alibi: avranno strumenti in più per scegliere quale sviluppo commerciale promuovere e dovranno assumersi la responsabilità di usarli. Naturalmente conteranno il testo definitivo e le modalità applicative, ma il principio è chiaro: le città devono governare la propria evoluzione commerciale, non subirla. Servono regole chiare, equilibrate, insieme a incentivi agli investimenti e a un confronto costante con le associazioni di categoria. Continuare a guardare lo svuotamento dei centri storici e la sostituzione commerciale degradante senza intervenire non può essere un’opzione. Auspichiamo – conclude Zanzini – che l’iter si completi e dia ai Comuni strumenti efficaci. Confcommercio è pronta a fare la propria parte, proseguendo il confronto già avviato. La sfida non è decidere quanti negozi debbano esserci, ma quale commercio, quale turismo e più in generale quale città vogliamo per il nostro domani”.
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