Marche

«Non abbiamo ricevuto lo stipendio»



MACERATA – Quindici operai incrociano le braccia e bloccano il cantiere per la riqualificazione dell’ex sede del genio civile, in via Alfieri a Macerata. Due sono italiani, tredici egiziani. Tutti lamentano il mancato pagamento degli stipendi. A seguire la vertenza sono Fillea Cgil e Filca Cisl, impegnate nella mediazione con le imprese coinvolte nell’appalto.

 

L’impegno

Spiega Matteo Ferretti, segretario provinciale della Fillea Cgil: «Questi ragazzi stanno lavorando ma non hanno ricevuto gli stipendi di luglio, agosto e settembre.

Hanno avuto soltanto un piccolissimo acconto: manca il saldo di luglio e mancano le altre due mensilità». Il cantiere riguarda un intervento pubblico di efficientamento energetico e adeguamento sismico dell’edificio regionale che ospitava gli uffici del genio civile. I lavori, per un investimento complessivo annunciato di oltre 3,6 milioni di euro, sono stati affidati nel 2023. La questione dei pagamenti si intreccia con i rapporti tra le imprese della filiera dell’appalto. A spiegarlo è Andrea Luzi, operatore della Filca Cisl, che sta seguendo la vertenza insieme alla Fillea Cgil. «Abbiamo trovato dei dipendenti di una ditta che lavora in subappalto, quindi siamo nel solito discorso degli appalti e subappalti. Ci sono tre stipendi arretrati», spiega il sindacalista. «Stiamo cercando qualcuno che possa anticipare i soldi, ma non mi pare che ci siano grandi margini», osserva Ferretti. «Tutti sostengono di aver già pagato e che l’unico soggetto tenuto a corrispondere gli stipendi sia l’azienda che ha assunto i lavoratori».

Luzi riferisce che sono in corso interlocuzioni per cercare di sbloccare la situazione. «Abbiamo trovato disponibilità da parte dell’impresa titolare dell’appalto, che si è presentata e sta cercando di affrontare il problema. Aspettiamo garanzie che possano consentire di coprire le mensilità arretrate». La protesta arriva appena due giorni dopo quanto accaduto a Tolentino, dove lunedì tre operai egiziani sono saliti su una gru, a circa 35 metri d’altezza. Un precedente che preoccupa particolarmente Ferretti. «La mia prima preoccupazione è che si ripeta quello che è successo a Tolentino. Dopo quell’episodio altri lavoratori si sono fatti avanti per dirci che anche loro non avevano ricevuto gli stipendi». Il sindacalista racconta di essere in contatto anche con altri cinque operai che hanno segnalato situazioni di difficoltà economica: «Sono persone che mandano i soldi a casa, che devono affrontare le spese quotidiane. Non hanno risparmi sufficienti per andare avanti senza stipendio. Prima aspettano, ricevono promesse, continuano ad aspettare. Ma quando passano tre mesi e i soldi non arrivano, salta il tappo».




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