«Frattura compatibile con lo strangolamento»

PESARO – Giudice Francesca Ercolini morta a Pesaro, svolta dalla seconda autopsia: «Frattura compatibile con lo strangolamento». Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la novità sarebbe emersa dalla seconda autopsia eseguita dal medico legale Vittorio Fineschi dopo la riesumazione della salma. La giudice di 51 anni Francesca Ercolini era stata trovata morta il 26 dicembre 2022 nella sua casa di Pesaro. Per anni la versione è stata una sola, quella che portava al suicidio. Oggi le perizie ne indicano un’altra. L’esame si aggiunge a ciò che era già noto: un solco netto e duro, che si accorderebbe più con una corda, un cavo o un laccio che con un foulard, e dei lividi che, secondo gli investigatori, racconterebbero di una colluttazione.
Chi era
Ercolini, originaria di Campobasso, presiedeva la seconda sezione civile del tribunale di Ancona.
Viveva a Pesaro con il marito Lorenzo Ruggeri, avvocato di 56 anni, e con il figlio. A trovarla sono stati Ruggeri e un amico poliziotto, che hanno parlato di suicidio: la donna si sarebbe impiccata con un foulard a una ringhiera interna. Quando sono arrivati i soccorsi, il corpo era a terra. Gli accertamenti di allora hanno confermato quella ricostruzione, ma la madre della giudice non ha mai accettato l’ipotesi e assistita dall’avvocato Giuseppe Lattanzio ha ottenuto la riapertura del fascicolo. Per la Procura dell’Aquila, competente sui magistrati delle Marche, Ruggeri, difeso dall’avvocato Gaetano Insolera, e l’amico poliziotto sono indagati per omicidio.
L’altro filone
Il quadro comprende anche un secondo filone. Il medico che eseguì la prima autopsia è indagato per depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio, insieme a quattro funzionari delle forze dell’ordine e allo stesso Ruggeri, in relazione alle prime fasi dell’inchiesta. Gli accertamenti in incidente probatorio sono conclusi. Il gip dell’Aquila Marco Billi ha fissato al 5 novembre il deposito delle relazioni del Ris e del medico legale e al 20 novembre l’udienza in cui le parti si confronteranno.




