L’inchiesta “Social card” nel Catanzarese: la rabbia dei “compari” contro chi non pagava la droga
La rabbia per la difficoltà a recuperare i soldi dagli acquirenti della droga, e le pesanti minacce nei loro confronti per ottenere le somme. Emerge anche questo aspetto dall’ordinanza del gip di Catanzaro che ha portato all’arresto di 24 persone nell’ambito dell’operazione antidroga “Social Card”, condotta dai carabinieri della Compagnia di Girifalco e coordinata dalla Dda di Catanzaro. Lo si evince in particolare da una conversazione fra i due “compari” Davide De Santis e Manuel Suppa, intercettata dagli investigatori, nella quale parlano dell’atteggiamento tenuto nei confronti di un loro acquirente. «Sai come l’ho trattato…una pezza l’ho trattato», dice Suppa. «E che ti ha detto?», risponde De Santis. «Che va a prestarseli…che deve andare a vedere dove ca…andare, che è da martedì che mi scherzi…anche oggi». E De Santis incalza: «Che è questo scherzare…». E Suppa ribadisce: «Davvero… la macchina gli prendo gli ho detto». E De Santis condivide. «Sì io sono come…io esco pazzo pure come te esco pazzo…capito? Uno di questi si merita fatto di questa maniera…tu lo vedi gli tiri le chiavi dalla macchina quando è…e ti prendi la macchina…io non voglio rubartela…».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




