Vito Pitaro: «Il Gal ha dato forza al Vibonese. Ora serve una nuova alleanza con la Regione»
Al Festival Terre Vibonesi, promosso a Villa Klopè per il decennale del Gruppo di azione locale Terre Vibonesi (Gal), il consigliere regionale Vito Pitaro ripercorre le difficoltà del territorio vibonese e rivendica il ruolo della rete tra agricoltura, turismo e artigianato
FRANCAVILLA ANGITOLA – Mettere insieme le energie produttive del territorio vibonese, superare la frammentazione tra i diversi comparti e consolidare il rapporto con la Regione Calabria è la sfida indicata da Vito Pitaro, intervenuto alla prima edizione del Festival Terre Vibonesi, organizzato dal Gal Terre Vibonesi a Villa Klopè in occasione del decennale del Gruppo di azione locale.
Pitaro ha ripercorso le trasformazioni economiche della provincia, sottolineando come per anni sia mancata una visione condivisa delle sue potenzialità. «Per anni la provincia di Vibo Valentia non ha compreso fino in fondo la propria vocazione», ha osservato, ricordando il peso di un tessuto produttivo che coinvolgeva la filiera di Porto Salvo, Vibo Marina e Trainiti, ben oltre la sola presenza del cementificio.
“SISTEMA ECONOMICO VIBONESE NON SEMPRE VALORIZZATO”
Un sistema economico che, secondo l’esponente politico, non è stato sempre valorizzato nella sua interezza e che ha mostrato le proprie fragilità in occasione dell’alluvione del 2006: «Molti imprenditori si sono rimboccati le maniche, altri purtroppo hanno dovuto chiudere», ha ricordato Pitaro, evidenziando come anche la successiva fase di ripresa sia stata condizionata dall’assenza di una strategia comune.
Turismo, agricoltura e artigianato hanno spesso proceduto separatamente, senza riuscire a costruire una filiera capace di rappresentare gli interessi dell’intero territorio. Una frammentazione che, a suo giudizio, ha lasciato isolate soprattutto le realtà prive del sostegno delle associazioni di categoria.
IL RUOLO DEL GAL: «ORA LA PROVINCIA PUÒ PRESENTARSI COME UN UNICO PUGNO»
È in questo scenario che Pitaro colloca il contributo del Gal Terre Vibonesi, al quale riconosce il merito di aver favorito una maggiore consapevolezza dell’identità territoriale e di aver messo in rete comparti produttivi che, singolarmente, avevano una capacità di rappresentanza più debole.
«Il Gal ha dato consapevolezza della nostra identità territoriale ed è soprattutto lo strumento che ha messo insieme categorie che da sole rappresentavano un tessuto produttivo debolissimo», ha dichiarato. L’obiettivo, adesso, è consolidare questa capacità di collaborazione, facendo convergere le competenze dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’enogastronomia in una strategia comune. Per Pitaro, la rete costruita negli anni può diventare un interlocutore sempre più autorevole nei confronti delle istituzioni, anche attraverso un rafforzamento delle funzioni affidate ai Gruppi di azione locale.
IL RAPPORTO CON LA REGIONE E L’ESEMPIO DI TERRA MADRE
Il consigliere ha quindi richiamato la necessità di intensificare la collaborazione con la Regione Calabria, riconoscendo ai Gal competenze ed esperienza maturate sul campo. «I Gal possono passare dall’essere soggetti sussidiari a essere riconosciuti dalle Regioni come delegatari di compiti veri e propri, che in parte già svolgono e che si sono conquistati con la competenza», ha affermato.
Una prospettiva che, nelle intenzioni di Pitaro, dovrebbe tradursi in un maggiore coinvolgimento dei Gruppi di azione locale nelle politiche di sviluppo e nella programmazione degli interventi a sostegno delle imprese.
Tra gli esempi citati figura l’appuntamento di Terra Madre ospitato a giugno nel Vibonese, per il quale Pitaro ha ricordato il proprio impegno affinché la manifestazione si svolgesse nella provincia. L’evento, ha spiegato, ha rappresentato un’occasione concreta di collaborazione tra Regione e Gal, permettendo di mettere in evidenza la qualità dei prodotti, delle imprese e dell’artigianato locale: «Portare qui una manifestazione di questo livello è stato un atto di credibilità e anche di coraggio, perché non potevamo permetterci un fallimento», ha sottolineato, attribuendo il risultato alla credibilità costruita dal Gal nel corso degli anni.
QUALITÀ E VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI
In conclusione, Pitaro ha espresso apprezzamento per il livello di competenza emerso durante il Festival, indicando nella qualità delle produzioni una leva strategica per rafforzare la competitività del territorio. Le opportunità promosse dall’assessorato regionale all’Agricoltura e il marchio di qualità territoriale sostenuto dal Gal, secondo l’esponente politico, vanno nella direzione di valorizzare le eccellenze locali e renderle maggiormente riconoscibili sui mercati: «La qualità deve essere la nostra bandiera», ha concluso Pitaro, ribadendo la necessità di proseguire il lavoro di collaborazione tra istituzioni, imprese e organizzazioni territoriali per trasformare le potenzialità del Vibonese in occasioni concrete di crescita economica.
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