Calabria

Il Catanzaro riparte dallo spirito di Verona

Lo spirito, soprattutto. O forse soltanto quello. Con il punto strappato a Verona la classifica non è cambiata, ma almeno il Catanzaro ha dimostrato di non essere inerte come nella sconfitta con il Mantova. Al “Bentegodi”, dopo aver incassato lo svantaggio, avrebbe potuto arrendersi e invece ha reagito, è andata a prendersi il 2-2 e il primo risultato utile fuori casa, ha reagito alle difficoltà. Senza miglioramenti sul piano del gioco, la capacità di assorbire la sofferenza non va buttata via. Anzi, è il dato da cui per ripartire per provare a correggere tutti gli altri aspetti.

«La squadra ha avuto un grandissimo atteggiamento anche se non era tranquilla perché non è stato facile neanche per i calciatori trovarsi in questa situazione. So che possiamo fare molto meglio, però lo spirito battagliero tirato fuori contro un avversario forte mi è piaciuto», ha commentato Gorgone, che se avesse perso di nuovo sarebbe stato esonerato. Non si può dare torto al tecnico romano: dopo la batosta per 3-1 contro il Mantova, domenica scorsa, era irrealistico attendersi una squadra magicamente opposta.

Semmai, quello è un percorso da compiere un po’ alla volta. Quindi per il momento ci si può consolare con il fatto di aver saputo approfittare delle debolezze dell’Hellas (non era scontato) e i segnali lanciati dai singoli: Candela è stato il migliore dei suoi, Pecorino ha trasformato un rigore pesantissimo facendo reparto da solo, Di Francesco ha avuto spunti interessanti e da uno di questi è nato il primo gol, Imperiale ha tenuto botta a un attacco fortissimo, Pafundi ha creato dal nulla la premessa per il rigore, Tchaouna hanno aggiunto intensità in mezzo in un 3-5-2 finora inedito, ma che adesso sembra un abito più adatto del 3-4-2-1.
«A un certo punto bisogna saper cambiare pelle per non rimanere con un’idea in questo momento un po’ lontana», ha confermato l’allenatore.
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