Basilicata

La proposta dell’opposizione alla regione: «Abolire le accise lucane»

La proposta dell’opposizione alla regione: «Abolire le accise lucane». Chiorazzo (Bacc) insiste: «Ok le risorse ma non basta, aprire una vertenza nazionale».


«La Basilicata e il Mezzogiorno stanno esplodendo sotto il peso del caro carburanti e del caro vita. Le proteste degli agricoltori, dei trasportatori e del mondo produttivo, le tensioni sulle strade e le difficoltà sempre più gravi delle famiglie sono il segnale di un disagio economico e sociale che rischia di diventare insostenibile. Eppure, il Governo Meloni e quello regionale sono rimasti troppo a lungo indifferenti a questo grido di dolore. Una situazione che era ampiamente prevedibile e che avrebbe richiesto risposte tempestive e coraggiose». A dichiararlo, in una nota, il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, commentando l’annuncio dell’assessore Cicala di un pacchetto di interventi da 25 milioni di euro a sostegno del comparto agricolo.

LA CRITICA ALLE MISURE EMERGENZIALI E LA RICHIESTA DI RISPOSTE STRUTTURALI

Una proposta che fa seguito a quanto anticipato durante la conferenza stampa di inizio settimana, a seguito della quale la lacuna principale era stata individuata proprio nelle risorse da disporre per contrastare l’emergenza carburante, in particolar modo quello agricolo. «Bene le risorse annunciate – ha spiegato ancora Chiorazzo -, ma non bastano. Servono risposte strutturali, non soltanto misure emergenziali. Già lo scorso maggio, insieme al collega Gianni Vizziello, abbiamo presentato una mozione per chiedere a tutte le forze politiche di dare un mandato unitario al Presidente Bardi per aprire una vertenza con il Governo Meloni. La Basilicata produce oltre l’85% del petrolio e più del 30% del gas estratti in Italia, eppure i lucani continuano a pagare carburanti tra i più cari del Paese».

LA PROPOSTA DELL’OPPOSIZIONE ALLA REGIONE SULLE ACCISE LUCANE E LA ZONA FRANCA ENERGETICA

La richiesta avanzata da Basilicata Casa Comune è che «lo Stato rinunci alle accise sui carburanti pagate dai lucani, che secondo le nostre stime valgono circa 130 milioni di euro all’anno. Una cifra sostenibile per lo Stato rispetto alla ricchezza energetica che la Basilicata garantisce all’intero Paese. È questa, insieme all’istituzione di una Zona Franca Energetica, la risposta concreta che chiediamo da mesi».

Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, la strategia dev’essere quella della prevenzione piuttosto che della cura in corsa: «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze con interventi temporanei – ha concluso -. Bardi apra finalmente una vertenza con il Governo nazionale. La Basilicata ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sociali per le estrazioni petrolifere. È tempo che questa ricchezza si traduca in benefici strutturali per le famiglie e le imprese lucane. Non chiediamo privilegi, ma un giusto riconoscimento per quanto la nostra terra dà all’Italia”.


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