Serata speciale per me. Arezzo il mio trampolino di lancio
Domenica sarà a Marassi come ospite d’onore per celebrare gli 80 anni della Sampdoria. Inserito tra le “leggende” del club, si farà un bel giro di campo nel pre partita per raccogliere applausi e una botta di nostalgia. Dopo Lanna e Flachi, la scelta blucerchiata è caduta su Fabio Bazzani e non è una scelta casuale, visto che nel passato del centravanti c’è anche una splendida stagione con l’Arezzo. Serie C1, girone B, 1999/2000: 31 presenze, 20 gol tutti su azione, il sogno della promozione in B sfumato nella semifinale playoff di Ancona. A distanza di 26 anni, il legame con la piazza è rimasto solido, per nulla scalfito dal tempo che passa.
Caro Fabio, dopo una carriera lunga come la tua c’è ancora spazio per l’emozione?
Altro che. Mi spiace che la Samp non stia attraversando un bel periodo, avrei preferito tornare con un’atmosfera migliore. Ma va bene lo stesso, mettere piede a Marassi è sempre un privilegio. E poi c’è l’Arezzo, quindi sono felice due volte.
Più di 100 presenze in blucerchiato, oltre 30 gol, una promozione in A, il trampolino di lancio verso la Nazionale. Ci ripensi mai a quei momenti?
Sì, è normale. Ci penserò anche domenica, prima di una partita che per la Samp non è facile. Il clima intorno a squadra e società è pesante, i risultati non sono positivi e l’Arezzo è organizzato, soprattutto in trasferta ha fatto bene finora. Molto dipenderà dall’approccio alla gara, chi comincia meglio può spostare gli equilibri dalla propria parte.
L’effetto Marassi può influire sulla prestazione delle squadre?
Quello è uno stadio che spinge, che si fa sentire: lo dico per esperienza diretta. Bisognerà vedere chi riuscirà a sfruttarne l’energia. La Samp è più abituata a giocare davanti a 25mila persone, però una brutta partenza diventerebbe un freno. L’Arezzo, al contrario, rischia di pagare lo scotto dell’emozione ma se va dentro con coraggio, la situazione si ribalterebbe.
È una serie B equilibratissima quest’anno. Che impressione hai avuto finora?
Il Palermo è fuori categoria, con un allenatore come Inzaghi che è un esperto in promozioni. Credo che Cremonese, Pisa e Verona alla lunga verranno fuori. Per il momento è la solita serie B dove tutti possono battere tutti.
Chi la può decidere, da una parte e dall’altra, una partita come Sampdoria-Arezzo?
Insigne sicuramente, lui sposta sempre perché ha un talento superiore alla media. Però dipenderà anche dai compagni, un uomo solo le partite non le vince. Per quanto riguarda l’Arezzo, in base a quello che abbiamo detto prima, secondo me sarà determinante il collettivo. E Bucchi sotto questo aspetto sta lavorando bene.
Che idea ti sei fatto di lui?
L’ho seguito attentamente negli ultimi anni. Ha fatto un bel percorso, ha saputo mettersi alle spalle un momento buio e ritrovare la strada, l’Arezzo gioca un calcio organizzato. Sono contento per lui, se lo merita.
Da centravanti a centravanti. Cerri è in ritardo di condizione, il pubblico si aspettava di più da lui per adesso. Come gestirlo?
Lasciandogli il tempo di entrare in forma. So che ha avuto un problema fisico che l’ha rallentato e poi ha una struttura imponente. Io ne so qualcosa, un centravanti con quelle caratteristiche trova la condizione cammin facendo.
Cianci, 30 anni, al primo campionato di B della carriera, quale ruolo può recitare nell’Arezzo?
Cianci è il prototipo del giocatore che può essere utile per una neopromossa. Ha esperienza, sa farsi valere, ha un’occasione da sfruttare e motivazioni al top.
Mancuso è ancora più avanti con l’età. E può darsi che a Genova venga schierato per la prima volta dall’inizio.
Ci sta, è un attaccante che sa giocare a calcio e certe qualità non le perdi per strada. Chi ha senso del gol lo conserva fino a quando non chiude la carriera. Lui è nato centravanti.
Dalla D alla B in tre anni. Ci avresti scommesso sull’Arezzo?
Il calcio va a cicli, succede a tutti i club. Sono strafelice che l’Arezzo sia in B e che abbia centrato l’obiettivo che a noi sfuggì nel 2000. So che c’è una società ambiziosa, questo è importante. I risultati non arrivano mai per caso.
Tu ad Arezzo hai giocato una stagione sola, per quanto spettacolare e piena di pathos. Ti meraviglia ave lasciato un ricordo così duraturo tra gli sportivi?
È vero, una stagione è poca roba. Ma fu intensa, bella, c’era una grande empatia tra squadra e pubblico e secondo me è questo il motivo per cui la gente è rimasta affezionata a quel gruppo. Poi io ero un attaccante sanguigno, mi piaceva la lotta, i tifosi li sentivo vicini. Non dimentico che quell’annata è stata determinante per la mia carriera, al ds Sabatini e mister Cosmi devo moltissimo. Anche quest’estate, durante le vacanze in Romagna, ho incontrato tanti aretini con i quali abbiamo fatto amarcord.
Cos’è che ricordavano di te in particolare?
I 4 gol che segnai al Giulianova, ma anche Tarana fermato per fuorigioco quando era solo davanti al portiere nella semifinale playoff di Ancona. La spizzata era stata mia. E l’offside non c’era.
Dei 20 gol segnati con l’Arezzo, ce n’è qualcuno che ami di più?
Quello di Crotone sicuramente. Giocammo di lunedì sera in posticipo, perdemmo 2-1 ma fu un bel gol. Poi la doppietta alla Juve Stabia nei primi giorni dell’anno. Se devo citarne uno solo, scelgo quello di Sciacca al novantesimo contro il Marsala. Erano stati espulsi Cosmi e il suo vice Palazzi, l’allenatore lo faceva il portiere Giannitti. Grilli dice ancora oggi che fu tutto merito del suo assist, in realtà se non metto la testa all’altezza dei tacchetti del portiere, non segniamo mai.
Ti senti ancora con qualcuno di quella squadra?
Con Serse mi sento spesso. Ma anche con Tardioli, Ottolina, Grilli, Antonioli.
Oggi collabori con Dazn e sei considerato una delle secondi voci migliori per qualità e competenza. Quanto hai studiato per raggiungere questi risultati?
Molto. Sono sempre stato curioso, mi piace aggiornarmi e difatti continuo a frequentare i corsi di Coverciano per gli allenatori. Non so se tornerò in panchina un giorno, mai dire mai. Di sicuro fare il commentatore mi piace molto.
A domenica Fabio.
A domenica. Per me sarà una serata speciale e l’affetto dei tifosi è una delle soddisfazioni più belle che mi ha dato il calcio.
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