Lazio

la protesta dei movimenti contro le aste e l’emergenza abitativa

Un nuovo fronte di tensione si apre nel cuore del rione Esquilino sul tema dell’emergenza abitativa e della gestione dell’Edilizia Residenziale Pubblica.

Nel primo pomeriggio di oggi, un gruppo di attivisti appartenenti ai movimenti di lotta per la casa e all’associazione Nonna Roma ha fatto irruzione all’interno di un appartamento di proprietà dell’Ater situato in via Principe Eugenio.

L’immobile rientra nell’elenco dei 30 alloggi che l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Regione Lazio ha recentemente destinato alla vendita tramite asta pubblica.

Subito dopo aver fatto ingresso nei locali, gli occupanti hanno esposto dalla finestra uno striscione con la scritta “La casa non è merce”, accompagnando l’azione simbolica con l’accensione di diversi fumogeni rossi per attirare l’attenzione del quartiere.

La denuncia di Nonna Roma: “16mila famiglie in lista d’attesa”

A chiarire gli obiettivi del blitz è stato Alberto Campailla, esponente dell’associazione Nonna Roma, attraverso un video diffuso sui canali social dell’organizzazione direttamente dal perimetro dell’occupazione.

«Siamo entrati in uno dei trenta immobili che l’Ater ha deciso di svendere all’asta, in una città dove si contano oltre 16.000 famiglie in graduatoria in attesa febbrile di una casa popolare», ha denunciato Campailla. «Anziché mettere questi appartamenti a disposizione di chi ne ha urgente bisogno, la scelta delle istituzioni è quella di fare cassa sul patrimonio pubblico, favorendo chi ha le disponibilità economiche per comprare, compresi i fondi speculativi immobiliari».

Gli attivisti contestano apertamente il piano di dismissione avviato dalla Regione Lazio e da Ater, sostenendo che il patrimonio di edilizia residenziale debba rimanere vincolato all’assegnazione sociale e non trasformato in uno strumento di liquidità aziendale.

Foto social network dall’associazione Nonna Roma

La richiesta alle istituzioni: “Fermare le dismissioni”

La protesta di via Principe Eugenio punta a congelare immediatamente le procedure di vendita all’incanto.

Gli occupanti e le sigle per il diritto all’abitare chiedono all’Ater e alla giunta regionale un’inversione di rotta immediata, sollecitando:

Il blocco del piano di vendita: Lo stop immediato alle aste per i 30 alloggi inseriti nel bando di dismissione.

Lo scorrimento delle graduatorie ERP: La ristrutturazione e la rapida riassegnazione degli immobili sfitti alle migliaia di nuclei familiari idonei in lista d’attesa.

La tutela del patrimonio collettivo: La fine della cessione dei beni pubblici a privati o a gruppi finanziari in un momento di forte pressione sui canoni d’affitto romani.

Sul posto sono giunte le pattuglie delle forze dell’ordine per monitorare la situazione di ordine pubblico attorno allo stabile.

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